Newsletter Meditatio Agosto 2017 – MEDITAZIONE E AMBIENTE

INTRODUZIONE

Faccio parte della Comunità Australiana di Meditazione Cristiana da oltre 20 anni ed ho ricoperto diversi incarichi a livello nazionale e regionale. Essendo attivamente interessata alla salvaguardia e all’integrità del nostro pianeta, ho coordinato l’organizzazione dell’evento di Meditatio “Meditazione e Ambiente” a Sidney nell’Earth Day 2016, evento che è stato centrato sulla relazione tra ecologia, economia e dimensione contemplativa umana.

Ho avuto la fortuna di crescere in campagna, allevata dalla natura, e sono preoccupata della crescente distacco dalla natura, favorita in parte dalle seduzioni delle tecnologie della realtà virtuale. Esperta in economia dello sviluppo e anche in educazione religiosa, sono stata impegnata nell’educazione degli adulti e in corsi riguardanti l’ecologia e l’economia. Avendo avuto frequenti contatti con le culture asiatiche, ho imparato la meditazione in varie altre tradizioni prima del “ritorno a casa”, alle mie radici cristiane nella Comunità della Meditazione Cristiana.

Janet O’Sullivan

MEDITAZIONE E AMBIENTE: UN’ESPERIENZA TRASFORMATIVA

Il Seminario di Meditatio sull’ambiente tenutosi a Sidney in Australia dal 22 al 24 aprile 2016 è stato descritto come trasformativo da alcune delle 350 persone che l’hanno seguito. È il primo seminario sull’ambiente di Meditatio per la WCCM, ed ha riunito importanti relatori di varie discipline: teologia, filosofia, scienza e spiritualità. È stato sia una riflessione sulla crisi ecologica che stiamo vivendo, sia un invito stimolante all’azione.

Aprendo l’evento la sera del venerdì, padre Laurence ha dichiarato che proseguire sulla attuale traiettoria potrebbe significare per la specie umana impegnarsi in un atto suicida. Ha affermato che gli esseri umani stanno mettendo a rischio di estinzione sia se stessi che innumerevoli altre specie. Padre Laurence, insieme ad altri relatori, ha parlato del punto critico ecologico del pianeta e della necessità di un punto critico globale di coscienza. Il vescovo George Browning ha fatto un vigoroso discorso e ha incitato a realizzare la vocazione umana alla “salvaguardia del creato” con azioni incisive, volte al bene comune. La meditazione è stata pienamente riconosciuta sia come forma di azione, dentro e fuori di sé, sia come lavoro interiore a sostegno della difesa e della lotta ambientaliste.

La mattina di sabato è iniziata con il potente suono del didgeridoo [un antico strumento a fiato] suonato da un Walbunga della costa sud. Questo suono echeggia in profondità nel corpo e nella psiche umana, e rimanda alla “profonda chiamata al profondo” di cui ha parlato Miriam Rose Ungunmerr nel suo intervento sul Dadirri [contemplazione].

Più tardi nel corso della mattinata la filosofa aborigena Vicki Grieves ci ha ricordato il dono che il popolo e la cultura aborigeni hanno fatto alla popolazione bianca del nostro paese. Il modo di pensare di queste popolazioni, come emerge in molta loro arte, ci riporta a una coscienza delle connessioni presenti nella vita nel suo insieme e a una visione della terra come sacra.

Susan Murphy ha parlato del bisogno che qualcosa si risvegli in noi per poter esercitare la compassione verso l’altro. La relatrice ha ragionato sulla tendenza umana ad allontanarsi rapidamente da ciò che ci fa sentire a disagio. La meditazione è la pratica di rimanere nel presente e di ascoltarlo. Una lezione video tenutasi più tardi nella mattinata ci ha presentato immagini di profonde ferite inferte dagli esseri umani ad ambienti diversi da quelli umani. Siamo stati invitati a rimanere presenti a quelle immagini e a osservare le nostre reazioni. Più tardi abbiamo usato alcune parole dell’enciclica Laudato sì per una ulteriore lectio.

Un sostenuto scambio di idee nella sessione pomeridiana di Domande e risposte è stata l’occasione per una più profonda riflessione sul ruolo della chiesa nella formazione di passati e presenti atteggiamenti nei confronti dell’ambiente. Diversi intervenuti hanno proposto la stessa opinione circa la responsabilità della Cristianità nella visione sociale, politica e tecnologica della civiltà occidentale, visione che contribuisce all’indifferenza verso la natura e alla sua “de-sacralizzazione”. David Tacey [Il prof. dell’università di Melbourne] ha parlato della necessità di affrontare quest’ombra scura presente nella Cristianità. Qualcuno ha ricordato tuttavia che gli esseri umani fanno parte della natura, non sono fuori da essa. La coscienza contemplativa che la meditazione favorisce sperimenta questa non dualità della realtà. E gli interventi successivi hanno riconosciuto che la distruttività umana non si trova solo dentro qualche settore specifico della società ma è universale.

Domenica il seminario ha ospitato una ricca gamma di laboratori cui i partecipanti potevano assistere. Nel pomeriggio è stato avvincente ed entusiasmante un gruppo facilitato dalla pacifista Donna Mulhearn con alcuni giovani attivisti.

Centrale nel seminario è stata la pratica della meditazione. Con la guida di padre Laurence abbiamo praticato immobilità e silenzio. Fondamentalmente questo seminario di Meditatio ha confermato e chiarito il ruolo della meditazione nel contribuire a guarire le relazioni terra – uomo attraverso una nuova coscienza. La meditazione favorisce una coscienza contemplativa volta al bene comune di tutta la comunità terrestre. Come pratica che porta alla semplicità può svelarci sia il bisogno di limiti, che la nostra capacità di vivere dentro i limiti, in modo da garantire gli spazi per ulteriore vita e per le generazioni future. Come pratica che cura la nostra visione ristretta, cioè il nostro dualismo, la meditazione può ripristinare una visione più ampia della vita, come di una ragnatela di relazionalità grazie alla quale riconosciamo che quando danneggiamo una parte, danneggiamo il tutto. È una pratica che ci riporta al nostro proprio centro in modo che, come ha detto John Main, scopriamo di essere connessi con ogni centro, il centro che è ovunque. In questo modo impariamo a vivere in armonia con tutta la creazione.

Sia come relatrice che come partecipante ho lasciato il seminario con una forte percezione del significato della pratica meditativa in un mondo che sempre di più e sempre più intensamente dovrà fronteggiare il cambiamento climatico e le sue conseguenze sul piano biologico e sociale. Dobbiamo diventare più pienamente umani; più consapevolmente amorevoli e sostenitori della vita, facendo spazio ad altri su questo piccolo, magnifico pianeta giardino che è stato portato all’esistenza nella vastità del cosmo. Questa Terra che ci dà riparo, ci nutre, ci fa respirare è preziosa oltre ogni dire. Noi siamo i suoi abitanti. Possiamo anche noi conservarla e amarla.

Linda Chapman

LA TERRA STA GRIDANDO: COME RISPONDIAMO?

Il nostro momento storico ci pone davanti una nuova e urgente sfida: ripensare e re-immaginare tutte le nostre relazioni, fra noi e con il pianeta che ci dà sostentamento.

Ci rendiamo conto della nostra responsabilità nei riguardi del benessere dell’ambiente? Nei riguardi della nostra comunità terrestre? Sentiamo il richiamo della terra a un più ampio senso del Sé? Abbiamo acquisito nuove conoscenze circa il tempo profondo [ntd, geologico] e l’ecologia profonda – il nostro recentissimo arrivo in un universo che si dispiega da più di 13 milioni di anni – abbiamo esperienza della nostra crescente interconnettività [ndt, sé ecologico in una prospettiva ecocentrica e non antropocentrica). Ciò che facciamo alla terra lo facciamo a noi stessi – stiamo sperimentando ora le allarmanti conseguenze della nostra perdita del senso sacrale della creazione; e del nostro eccessivo materialismo che non nutre la nostra dimensione spirituale. Ci rendiamo conto dei sintomi della nostra angoscia a livello individuale e collettivo, e riconosciamo come guarendo noi stessi contribuiamo a guarire il mondo.

Sempre di più capiamo l’interconnessione fra noi, gli uni con gli altri e con il mondo intorno a noi – le cause e gli effetti visibili che operano a livello globale e individuale, e anche l’invisibile rete dello scambio energetico del quale facciamo parte.

Quando meditiamo possiamo sperimentare un diverso modo di conoscere, la nostra unione con il fondo dell’Essere. “Ascoltare con l’orecchio del cuore”. Come ha detto padre Laurence, “nella meditazione creiamo una spaziosità della mente per darci la possibilità di sperimentare una diversa realtà e un diverso modo di vedere”.

Di che cosa la Terra ha bisogno che noi facciamo? Ci serve tutta intera la nostra intelligenza per rispondere a questa domanda – intelligenza di ciò che ci viene dal mondo interiore della coscienza, dello spirito, ma anche di ciò che ci viene dal mondo fisico esteriore dei sensi e dalla conoscenza mentale.

Come dice John Main, “C’è un profondo e urgente bisogno oggi nel mondo di recuperare la vera esperienza dello spirito”.

In Occidente ci siamo soprattutto concentrati sul benessere umano e dimenticati del benessere della Terra.

I nostri più comuni e diffusi sistemi gestionali hanno creato un’economia disconnessa dall’ambiente. Come può mantenersi un sistema che dipende dalla crescita di un pianeta finito? Nei nostri sistemi sociali ed economici prevalenti abbiamo non solo messo a rischio il benessere della terra ma anche il nostro – stress, depressione, senso di vuoto, ansietà e dipendenze sono alcuni dei sintomi del nostro disagio. Come cellule di un corpo più grande, sentiamo il trauma del mondo. Il nostro dolore per il mondo e il nostro amore per il mondo ci spingono a contribuire alla trasformazione del mondo nelle nostre singole situazioni di vita, nelle nostre individuali vocazioni.

Vi invitiamo ad esplorare e a condividere le vostre intuizioni ed esperienze circa il modo in cui la meditazione aiuta a trasformare la nostra relazione con il benessere della Terra… per aiutare a creare una nuova coscienza e a vivere a quel nuovo livello di coscienza, impegnandosi in attività contemplative per la guarigione del mondo.

Possiamo immaginare un futuro diverso, una nuova narrazione economica, non basata sulla crescita, che riconosca la nostra dipendenza dall’ambiente fisico del nostro pianeta e l’impossibilità di una crescita fisica infinita su un pianeta finito? Un futuro in cui le attuali diseguaglianze e le attuali economie non saranno più sostenibili? Possiamo affrontare le nostre paure, la nostra negazione del dolore e della sofferenza di moltissimi esseri umani e di molte creature, la nostra negazione del degrado che stiamo causando alla nostra casa comune? La terra sta gridando aiuto – come risponderemo? Siamo co-creatori del futuro.  

Janet O’ Sullivan

“E dunque la meditazione è un processo attraverso il quale energia creativa viene rilasciata dentro di noi… il grande compito che ci si presenta è di scoprire la nostra capacità spirituale… la nostra potenzialità nel rispondere pienamente al dono della nostra vita e delle vite degli altri e al dono dell’intera creazione.”
John Main, “Door to Silence”

“Facciamo esperienza di una consapevolezza più profonda di chi siamo e così una connessione più profonda con con l’intera comunità della terra. Attraverso questo senso di connessione e il lavoro di porre attenzione, meditare, credo che si possa essere catalizzatori per una conversione ecologica e così procurare l’energia per un’azione sostenibile, continua e a lungo termine per l’ambiente.”
Donna Mulhearn, meditatice, attivista ambientale e sociale