Martedì – Settimana Santa 2019

 

Martedì della Settimana Santa 2019

Giovanni 13, 21-38

Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di’, chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto». Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte. Quand’egli fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. Simon Pietro gli dice: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

****************

E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto». Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo.

L’Ultima Cena fu un pasto fra amici più strano di quanto possa apparire a prima vista. Nelle frasi di apertura della sua descrizione intuiamo l’intenso dramma delle relazioni umane attraverso il quale siamo tutti guidati al nostro risveglio definitivo alla relazione con il fondo dell’essere – una relazione di unità.

Gesù apre il pasto dicendo che uno dei presenti lo tradirà. Certo non il miglior modo – potremmo pensare – di iniziare una serata fra amici. La sua osservazione, tuttavia, spalanca l’ovvia e familiare dimensione della vita fatta di convivialità e relazioni, su una dimensione i cui confini sono invisibili. Che cosa significa? Perché lo disse in quel momento? San Giovanni dice che i discepoli si guardarono l’un l’altro chiedendosi che cosa volesse dire. Il loro scambio di sguardi complica ancora di più il carattere di questa comunità. Gesù appare isolato, estremamente solo. Ha rivelato un difetto radicale nel loro sodalizio. Ma lui sta solo attirando l’attenzione su questo difetto, non sta fornendo precise indicazioni al riguardo. Deve trattarsi di qualcosa di cui essi devono diventare consapevoli.

Pietro, il capo dei discepoli, chiede a Giovanni, quello a cui Gesù era più vicino, di capire chi è il traditore. Come in qualsiasi gruppo umano, ci sono diversi livelli di intimità, che creano rischi di rivalità e gelosie. I discepoli sono spesso colti a discutere fra di loro sulle rispettive posizioni. Gesù risponde dando un pezzo di pane al traditore e allora, ‘in quell’istante’, satana entrò in Giuda. Il momento della comunicazione diretta fra loro innescò l’ombra, la forza oscura. Che cosa fosse, che cosa la causò, o come possiamo spiegarlo psicologicamente, non lo sapremo mai.  ‘In quell’istante’ Giuda iniziò il percorso a causa del quale è diventato nella storia la quintessenza del tradimento, l’eterna vergogna della malafede. Ma lui non è solo parte integrale della vicenda, ne illumina anche il significato.

Perché allora sentiamo una strana simpatia per lui, il reietto che tradì i suoi amici e poi mise in atto il definitivo ripudio di se stesso? Perché c’è questa strana intimità fra lui e Gesù, dato che loro due condividono la conoscenza – che esclude tutti gli altri presenti – di che cosa avrebbe fatto?  Una intimità che sembra l’opposto di quella con il discepolo amato, eppure la include. Questa potrebbe essere la chiave dell’intero mistero.

Tutte le contraddizioni e le opposizioni della vita, compresa la grande divisione tra morti e vivi, possono essere riconciliate e unificate.