Lunedì – Settimana Santa 2019

Giovanni 12, 1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.  E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?».Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

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E tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.

Questa settimana è una penetrazione nel mistero di Gesù di Cafarnao, che è il Cristo, per coloro che lo vedono con gli occhi della fede. Viaggiare all’interno di qualsiasi mistero implica incontrare nuove dimensioni di realtà, davanti alle quali la mente logica e il senso comune protestano contro la violazione operata dall’assurdità. Questo non ha senso, è tutto un mito! E’ un’ assurdità, un controsenso! Queste reazioni potrebbero certamente essere fondate, perciò dovremmo riservare loro un ascolto rispettoso: dialogare con gli atei è meglio che predicare ai convertiti. Ma potrebbero anche essere i segnali che stiamo facendo progressi attraverso gli spazi interstellari e stiamo incontrando una realtà che ci contiene, e non l’immagine di una realtà che osserviamo attraverso un telescopio.

Lungo questo cammino di fede –  di questo si tratta – possiamo tornare con un flashback agli eventi passati e vedere ciò che ci rivelano del presente e della nostra direzione verso il futuro. Una volta, ho incontrato uno che era quasi annegato e davvero vide la “sua vita passargli davanti” come la pellicola di un film mandato indietro, riavvolto – o in avanti veloce, non sapeva dire quale dei due. Un giorno lo verificheremo noi stessi.

I racconti di questa settimana fanno la stessa cosa. Oggi torniamo indietro ad un pasto. Gesù mangiava tanto – o almeno di frequente. Una volta, a cena con amici e invitati, Maria di Betania ruppe un vasetto di unguento molto costoso e cosparse i piedi di Gesù. La casa si riempì del profumo del nardo e del suo spirito di servizio.

Due persone possono guardare, o vivere, una stessa vicenda, ma reagire in due modi diametralmente opposti. A quella cena alcuni devono essere rimasti estasiati dallo spontaneo atto di Maria, simbolico di tenero omaggio, e averlo sentito toccare i loro sensi attraverso la fragranza del profumo. Giuda  – che per noi sarà un’importante guida nella scoperta del significato della Settimana Santa e dei misteri pasquali – e al quale siamo tutti troppo più vicini di quanto ci piace pensare – ha reagito in modo diverso. Ha guardato al cartellino del prezzo sul vasetto e si è lamentato dello spreco. C’è un tempo per mercanteggiare e un tempo in cui il valore vero va al di là di quello dei soldi.

Il profumo perdura a lungo dopo che si è sprigionato. Nella dimensione spirituale si espande oltre il tempo e lo spazio, perdurando nell’aria per sempre. Una buona azione di puro servizio, un contatto sorridente e tenero in un momento di fallimento e di dolore, un gesto casuale che illumina tutta la verità e apre il cuore a ciò che non si era mai conosciuto prima: nella dimensione profonda che abbraccia tutte le dimensioni e in cui passato e presente si fondono, è impossibile dimenticare. Il Mahatma Ghandi una volta ha paragonato il Vangelo al profumo di una rosa e ha fatto notare quanto il Cristianesimo istituzionale si sia allontanato dal suo maestro. “Una rosa non ha bisogno di predicare. Semplicemente sprigiona la sua fragranza. La fragranza è il suo sermone… la fragranza della vita religiosa e spirituale è molto più delicata e sottile di quella della rosa.”

Laurence Freeman