Domenica – Quarta settimana di Quaresima 2019

Giovanni 8, 1-11

Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

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Alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”

Di recente, nel piccolo Sultanato del Brunei, il leader nazionale ha sentito l’impulso di introdurre leggi religiose più severe per il benessere della sua gente. Queste includevano l’amputazione per i ladri e la lapidazione a morte per gli omosessuali. Mi chiedo come avrebbe reagito, se avesse incrociato lo sguardo di Gesù che alzava gli occhi dalla terra su cui stava scrivendo, mentre la donna sorpresa in adulterio attendeva il suo destino. I suoi giudici stavano per punirla secondo quanto era scritto. Gesù ha cancellato tutta la scrittura precedente, quando si è inginocchiato e ha scritto quelle parole fatte di silenzio nella polvere.

La religione ha dimensioni morali e intellettuali, le quali portano i benefìci dei princìpi etici e dei simboli di guarigione nelle disgrazie della vita. Aiutano anche ad allineare la fede personale e la salute mentale della società. Ma c’è una dimensione nascosta e aggiuntiva alla religione – la mistica – che viene ignorata, a nostro rischio e pericolo. Senza l’influenza dell’esperienza contemplativa, la credenza e il comportamento religioso scivolano in un lento declino, diventando insopportabilmente superficiali o moralistici. O semplicemente mostruosi.

Quando sei convinto che Dio è dalla tua parte, inizi a parlare a nome di Dio; e poi, se gli altri ti ascoltano, in breve tempo, arrivi a credere di essere Dio tu stesso. Il paradosso della vera esperienza religiosa è che, quando sei messo di fronte alla infinita differenza e alla distanza tra Dio e te stesso, scopri che Dio ti è più vicino di quanto tu non lo sia a te stesso. Sei quindi trascinato in un processo di unione trasformativa verso l’altra parte dell'”identità”. L’unione differenzia. La distanza di questa intimità, oltre la differenza, evoca la verità di ciò che disse Meister Eckhart: “non c’è distanza tra Dio e me”.

Questo è meno astratto di quanto possa sembrare. L’integrità della religione deve essere protetta e promossa perché la religione non può essere eliminata. Come la politica, deve essere continuamente purificata con la verità, se vuole evitare la corruzione. Come la musica dovrebbe essere suonata bene. Ma non penso immediatamente ai benefici che ciò porterebbe al Sultano del Brunei. Penso piuttosto a tutte le vittime della religione stupida, alle donne colte in adulterio, agli omosessuali e ai ladroni, ai capri espiatori della falsa religione e a quelli seduti in solitudine in prigione, le cui vite sono state rovinate dalla pietà crudele degli ipocriti.

La donna colta in adulterio muove un moto universale di simpatia. Come la Regola d’oro (tratta gli altri come vorresti essere trattato) ha una semplicità irriducibile, incontestabile, tanto morale quanto mistica. Tuttavia, troppo facilmente ci disconnettiamo dal suo significato: e questo è il motivo per cui dobbiamo esercitare la dimensione contemplativa e, per questo, abbiamo bisogno sia della Quaresima che della meditazione.

Laurence Freeman