Lunedì – Quinta settimana di Quaresima 2019

Giovanni 8, 12-20

Di nuovo Gesù parlò loro: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose: «Anche se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. Nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera: orbene, sono io che do testimonianza di me stesso, ma anche il Padre, che mi ha mandato, mi dà testimonianza». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». Queste parole Gesù le pronunziò nel luogo del tesoro mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora giunta la sua ora.

* * * * * * *

So da dove vengo e dove vado.

Molte persone oggi vivono delle relazioni a distanza. A causa del lavoro o per fattori complicati, si mandano messaggi, usano skype o chiamano a volte parecchie volte al giorno. Lunghe assenze possono indebolire o minare le relazioni, oppure renderle più forti e maturarle. Ogni relazione ha una distanza ottimale. Questa lunghezza focale nella quale ci “vediamo” gli uni con gli altri non è una misura fissa. Si adegua alle condizioni. È comunque difficile per le persone che si amano, stare lontane e separate. Sentono la mancanza l’uno dell’altro, ma qualche volta si tratta di una “buona assenza”, come qualcuno una volta mi ha detto.

Le modalità di essere in relazione sono state radicamente influenzate dalla tecnologia, dalla globalizzazione e da internet. L’amore in sé non è cambiato, ma l’amore cresce attraverso forme e abitudini, specialmente nelle prime fasi e nell’infanzia. Un bambino può essere emozionato quando riceve la chiamata su skype dai genitori, spesso assenti, che gli augurano la buonanotte dall’aeroporto; ma non è lo stesso come averli ogni notte a casa.

Durante queste riflessioni, sono ritornato sulle diverse dimensioni della realtà. Continuo a riparlare spesso della dimensione contemplativa perché sento che questa dimensione, che è debole e viene spesso ignorata nella nostra cultura globale frenetica e frammentata, è essenziale per trattare gli aspetti disumanizzanti della vita di oggi “sulla rete”. Essere online, disponibili, istantaneamente responsabili, con poco tempo per riflettere e ponderare, ha i suoi pericoli così come i suoi lati positivi. Può, ad esempio, portare ad una dipendenza. I meditatori, come chiunque altro, fanno fatica a spegnere i cellulari, anche se dovrebbero capire meglio la necessità di farlo periodicamente. La gente spesso dice che vuole “scappare da tutto ciò per un po’ di tempo”. Ma quando arriva l’occasione, trovano una scusa per non farlo. Se ci dimentichiamo come vivere nella dimensione contemplativa – immobilità, silenzio, semplicità e l’essere nel presente –  rischiamo di perdere tutto ciò che abbiamo guadagnato attraverso la tecnologia e il progresso sociale.

La più distante di tutte le relazioni è quella con Dio, se viviamo esclusivamente nelle tre dimensioni del tempo e dello spazio. Parliamo con lui in chiesa come se fossimo su Skype e lo comprimiamo dentro gli appuntamenti del nostro fitto programma di impegni. Ciò fa sentire Dio sempre distante e tanto reale quanto l’amico immaginario dei bambini. Per i non credenti, questo prova che Dio è una creazione umana, una stampella, una droga, un’altra falsa consolazione invece dell’Essere, della stessa consapevolezza.

Il potere che apre nuove dimensioni della realtà è l’amore. (La meditazione è l’opera dell’amore.) Per una coppia separata da fusi orari, l’amore dimostra che sono sempre presenti l’uno con l’altro.

Questo adesso ci sta avvicinando allo scopo della Quaresima – che è capire meglio la Pasqua. E a vedere perché la meditazione apre nuove dimensioni della realtà.

Laurence Freeman