Lunedì – quarta settimana di Quaresima

Quaranta è il numero biblico che simboleggia un periodo di tempo prolungato durante il quale un processo di trasformazione si completa. Dopo questo periodo di tempo non abbiamo concluso l’intero cammino ma siamo pronti ad intraprendere una nuova fase, forse completamente nuova.

La maggior parte dei nostri impegni a lungo termine – nel matrimonio, nell’essere genitori, in un lungo lavoro intrapreso o nella vita monastica – ci condurrà attraverso questo ciclo di trasformazione e ci porterà a completare i momenti di transizione. L’intero processo comprende dei lunghi periodi di tempo durante i quali si attuano una combinazione di ripetizioni quotidiane e di atti di fedeltà che conducono ad inaspettati momenti di totale stupore. La crescita è una serie di forme di completamento che non potevamo assolutamente immaginare e che quando si verificano, riscrivono la trama delle nostre vite. Faremmo meglio a non avanzare rapidamente o a saltare direttamente all’ultimo capitolo del libro perché perderemmo molto del senso della storia.

Ogni meditazione è un miscrocosmo di questo processo che dura quaranta giorni: l’esodo, l’errare per uno scopo e l’arrivare in una terra promessa, che ci porrà poi delle nuove sfide e punti di partenza.

La perseveranza è essenziale. È necessario che identifichiamo e rigettiamo il canto delle sirene della frustrazione e della disperazione che ci spingono a fare marcia indietro. Gli israeliti del deserto desideravano ardentemente il cibo che avevano lasciato in Egitto ed erano stufi della manna miracolosa e delle quaglie che cadevano dal cielo per sostenerli. Tutto, anche i miracoli possono finire per diventare banali quando iniziamo a ricercare la varietà o la sicurezza immaginaria del passato.

Ma dopo un certo periodo di tempo, la perseveranza può diventare una idea poco attraente poiché il nostro desiderio di intraprendere un nuovo cammino o di rendere più piccante la nostra routine ci travolge. Dobbiamo allora comprendere che non si tratta esclusivamente di una ripetizione meccanica alla quale ci siamo attaccati, ma di una ripetizione fedele. Può essere noioso far mangiare i bambini tutti i giorni e portarli a scuola tutte le mattine, ma non se viene fatto nell’amore e con amore. L’amore trasforma la noia in una tranquilla meraviglia. La meditazione è un lavoro d’amore che si costruisce nella routine quotidiana della nostra vita.

Un giovane meditante mi ha recentemente detto che amava la noia della meditazione e aveva l’impressione che la sua generazione fosse stata privata del valore della noia a causa dei continui stimoli e distrazioni dei loro stili di vita. Ho inteso ciò che voleva dire ma non la metterei così. Non posso dire che abbia mai trovato la meditazione noiosa – spesso difficile e tentato di saltarla, ma mai noiosa. C’è sempre una sorpresa anche se arriva dopo la meditazione, quando ci rendiamo conto che sarebbe stata una cattiva idea saltarla.

Esiste un livello sottile di percezione che la fede risveglia e che ci permette di conoscere qualcosa di nuovo – questa perseveranza, questa fedeltà ha un senso e un fine costruttivo che sebbene non possiamo identificare e descrivere è più reale dell’erba più verde che immaginiamo dall’altra parte dell’oggi.

Laurence Freeman