Letture settimanali del 17 febbraio 2019

Quando si inizia la pratica della meditazione, ci si rende conto di essere sulla soglia del silenzio. Questo è un momento critico per la maggior parte delle persone, perché si è sul punto di lasciare il mondo familiare di suoni, idee, pensieri, parole e immagini. Non sai che cosa c’è in serbo per te quando varchi quella soglia. È questo il motivo per cui è importante imparare a meditare all’interno di una tradizione. Per noi, Gesù è al cuore di una tradizione che vede la meditazione come essere in presenza dell’amore, l’amore che libera da ogni paura.

La soglia del silenzio è un momento critico perché se torni indietro verso i tuoi pensieri e immagini, e anche magari le tue preghiere usuali, volti le spalle alla porta del silenzio, che conduce alla preghiera pura di amore. Imparare a ritornare umilmente al mantra è il primo passo nella esperienza del silenzio di Dio, che abita all’interno del nostro essere, il silenzio della pura creazione. Potrei dire quanto importante sia questo silenzio perché in esso senti pronunciare il tuo nome, con chiarezza e inequivocabilmente, per la prima volta. Arrivi a conoscere chi sei davvero. Eppure tutte le parole non riusciranno a trasmettere l’esperienza stessa: una libertà naturale alla presenza creativa di Dio.

Brano tratto da John Main OSB, “All You Have to Do Is Begin,” WORD MADE FLESH (Norwich: Canterbury, 2009), p.53.