Letture settimanali dell’11 agosto 2019

Siccome è così esigente, può addirittura sembrare che la pace sia più spaventosa della violenza che facciamo a noi stessi nello stato egocentrico (o della violenza fatta agli altri). La pace in profondità sconvolge il nostro mondo interiore. Dobbiamo assestarci in un equilibrio di vita molto delicato, la delicata frequenza dello Spirito, per trovare la semplicità e la flessibilità che ci permetteranno di rispondere al dinamismo di Cristo. Entrare in questa profondità, schiudere questa profondità, significa diventare vulnerabili, non soltanto nel tempo della preghiera, ma in ogni situazione della vita.

L’amore produce vulnerabilità, la vulnerabilità della compassione, o della incondizionata dedizione. Ovviamente dobbiamo anche imparare ad essere flessibili, perché essere vulnerabili potrà voler dire essere feriti e non possiamo permetterci di essere feriti al punto di chiuderci di nuovo. Questo particolare equilibrio fra vulnerabilità e flessibilità fa parte di quell’amalgama unico – intellettuale, psicologico e spirituale – che è l’essere umano. Ognuno parte da un diverso genere di squilibrio, ma tutti sono chiamati allo stesso equilibrio e alla stessa centralità, allo stesso radicamento in Cristo, che fu ferito, ma che fu flessibile nella trascendenza del perdono.

Brano tratto da Laurence Freeman, “Luce Interiore: la via della meditazione”, Edizione Appunti di Viaggio, capitolo: Profondità, pp. 165.