Letture settimanali del 9 dicembre 2018

È possibile imparare a vedere la realtà. Il solo fatto di osservarla e viverla ci guarisce. Ci porta ad un nuovo tipo di spontaneità, la spontaneità del bambino che apprezza la freschezza della vita e l’immediatezza dell’esperienza. Dobbiamo recuperare questa spontaneità per entrare nel Regno. È la spontaneità della moralità autentica, del fare le cose giuste in modo naturale: non vivere secondo i regolamenti, ma vivere l’unica moralità, la moralità dell’amore.

L’esperienza dell’amore ci dà una rinnovata capacità di vivere le nostre vite con meno sforzo. La vita diventa meno una lotta, meno competitiva, meno possessiva, via via che si rivela a noi ciò che abbiamo intravisto a tratti in qualche modo attraverso l’amore, ovvero che la nostra natura essenziale è gioiosa. Nel profondo, siamo esseri gioiosi. Se potessimo imparare ad assaporare i doni della vita e renderci conto di cosa sia veramente la vita, saremmo meglio equipaggiati per accettare le sue tribolazioni e le sue sofferenze. Questo è ciò che impariamo con gentilezza, lentamente giorno dopo giorno, quando meditiamo.

La meditazione ci porta a comprendere la meraviglia dell’ordinario. Diventiamo meno dipendenti dal ricercare tipi di stimoli, eccitazioni, divertimenti o distrazioni straordinarie. Iniziamo a riconoscere proprio nelle cose ordinarie della vita quotidiana che questa irradiazione di sottofondo dell’amore, il potere sempre presente di Dio, è ovunque e sempre.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB on ASPECTS OF LOVE: On Retreat with Laurence Freeman (London: Medio Media, 1997), pp. 54-55.