Letture settimanali del 4 marzo 2018

La nostra vita è un’unità perché è centrata nel mistero di Dio. Ma per conoscere questa unità dobbiamo guardare al di là di noi stessi e con una prospettiva più grande di quella con cui generalmente osserviamo, quando l’interesse personale è la nostra preoccupazione dominante. Solo quando abbiamo iniziato ad abbandonare l’interesse personale e il ripiegamento su di sé questa prospettiva più ampia inizia ad aprirsi.

Un altro modo per dire che la nostra visione si espande è dire che riusciamo a vedere oltre le mere apparenze, nella profondità e nel significato delle cose… non solamente in relazione a noi stessi ma all’insieme di cui facciamo parte. Questa è la via della vera auto-conoscenza ed è il motivo per cui la vera conoscenza di sé è identica alla vera umiltà. La meditazione ci apre a questa preziosa forma di conoscenza [e] questa conoscenza diventa saggezza… quando non conosciamo più per analisi e definizioni ma per partecipazione alla vita e allo spirito di Cristo. [ . . .]

Attraverso l’immobilità nello spirito, ci muoviamo nell’oceano di Dio. Se abbiamo il coraggio di spingerci lontano dalla riva, non possiamo non trovare direzione ed energia. Più ci allontaniamo, più forte diventa la corrente e più profonda la nostra fede. Per un po’ la profondità della nostra fede viene messa alla prova dal paradosso che l’orizzonte della nostra destinazione si allontana di continuo. Dove stiamo andando con questa fede più profonda? Poi, gradualmente riconosciamo il significato della corrente che ci guida e vediamo che l’oceano è infinito.

Brano tratto da John Main OSB, “The Oceans of God” (December 1982), THE PRESENT CHRIST (New York: Crossroad, 1991), pp. 111-112, 116-117.