Letture settimanali del 25 novembre 2018

La santità richiede coraggio, il coraggio che nasce dalla solitudine. Finché non nasce in noi il coraggio, non riusciamo a raggiungere ciò che desideriamo e lottiamo dal profondo. Finché non siamo consapevoli che siamo partecipi per diritto alla comunità di Dio e all’universo di Dio, non possiamo godere del grande shalom. L’obbedienza alle regole e le convezioni religiose non sono manifestazione di santità di per sé. Esse sono preparazione per una esperienza che si dipana nella vita e nelle relazioni, che si esprime soprattutto nella compassione e nella amicizia senza limite. Si tratta dell’apertura dell’occhio del cuore. Rimuove lo strato di ignoranza che oscura l’intuizione sulla vera natura della realtà. […]

Quando sorge l’intuizione, sentiamo sollievo, esultanza e delizia. Gioia pura. La santità cresce attraverso intuizioni a tutti i livelli della nostra vita e consapevolezza. Ma si approfondisce con l’intuizione fondamentale che avviene quando guardiamo dentro noi stessi. Questo avviene quando il muro di mattoni dell’ego cede alla mente di Cristo. La nostra individualità isolata, si espande per rivelare la vera individuazione, mostrando che siamo parti indivisibili di un grande intero. L’ossessione sui nostri peccati o su quelli degli altri viene assorbita nella percezione di Dio come tutto in tutti.

Brano tratto da “Letter One” by Laurence Freeman OSB in COMMON GROUNDS (New York: Continuum, 1999), pp. 17, 18.