Letture settimanali del 25 febbraio 2018

San Giovanni dice che Dio non è mai stato visto. In altre parole, Dio non può mai essere un oggetto al di fuori di noi stessi. È la mente che crea sempre gli oggetti, creando sempre la realtà esterna. Poiché lo facciamo continuamente, abbiamo bisogno nella nostra preghiera di andare più in profondità della mente. Dobbiamo andare a quel livello del nostro essere, il cuore, lo spirito, dove comprendiamo che siamo in relazione, in comunione, nella danza dell’essere, con tutto ciò che è, in Dio. Ognuno di noi è chiamato a questo ed è capace di questo.

L’amore è una scuola. Impariamo ad amare amando… Impariamo in meditazione che l’amore è la cosa su cui verremo valutati alla fine del corso. E possiamo probabilmente intuire che quando arriviamo a rivedere la nostra vita, come fanno le persone quando sanno di morire, il valore con cui ci giudichiamo è il valore dell’amore, il valore delle relazioni. […] La meditazione ci aiuta a vedere l’equilibrio dell’amore nella nostra vita, il grande potere di bilanciamento dell’amore che ci crea, che ci accompagna attraverso la nostra vita, che ci guarisce e ci insegna. Vediamo l’amore che è con noi, che ci accompagna nel viaggio. Non è un amore che dobbiamo acquisire o guadagnare, ma un amore che è costantemente con noi.

I nostri occhi vengono aperti attraverso la meditazione per vedere quanto il potere dell’amore è presente in mezzo a tutto il nostro squilibrio, tutta la nostra ribellione, tutta la nostra distrazione. Siamo in grado di sentire sempre più profondamente la presenza della pace. E mentre ci insegna ad amare noi stessi, ad amare gli altri e ad amare Dio, ci insegna anche che tutte le relazioni sono davvero aspetti di una relazione.

Brano tratto da ASPECTS OF LOVE: On Retreat with Laurence Freeman (London and Berkhamstead: Medio Media and Arthur James, 1997), p. 85.