Letture settimanali del 24 settembre 2017

La meditazione è la terapia principale, la più profonda, della condizione umana sofferente. Perciò la meditazione (“preghiera pura”) non è una pratica elitaria per chi si trova a un livello spiritualmente avanzato. […] Non è soltanto il terminus ad quem ma il terminus a quo. E non è nemmeno il piacere narcisistico della fuga da tutto, che i cartelloni pubblicitari alla moda propongono ai pendolari stressati e iperattivi del mondo occidentale (e ora in continua crescita nel mondo asiatico). […] La meditazione non è un’attività di riposo – anche se esige da noi tempo e distensione. Dal punto di vista spirituale, ci rilassiamo per meditare invece che meditare soltanto per rilassarci. […]

La meditazione è un’attività che armonizza le dimensioni generalmente discordanti della nostra consapevolezza. Riconcilia contraddizioni e opposti. Tutte le tradizioni affermano concordi che i frutti della meditazione sono preferibili ai loro opposti. Questi frutti non hanno bisogno di grandi definizioni o giustificazioni: compassione e saggezza, generosità e tolleranza, perdono e gentilezza, benevolenza e pace,  gioia e creatività. La meditazione, liberando queste qualità potenziali, fa crescere la bontà e l’integrità umana.

Si può sopravvivere senza questo. Ma è il vento che soffia sulla vela dell’anima.

Brano tratto da Laurence Freeman “Gesù il maestro interiore”, EDB, pp. 244-245.