Letture settimanali del 1° ottobre 2017

La visione del mondo del nostro cervello sinistro crede fortemente nella strategia. Pianificare e controllare il futuro è un obiettivo incontrastato per molti amministratori e politici moderni. Essi cercano un algoritmo utopico e perfetto che batterà anche l’immagine del comune saccente, che agisce ‘come Dio comanda’. Ma quando vedi il caos dilagante alla Casa Bianca o la confusione nell’approccio del governo britannico alla Brexit o quando parliamo privatamente alla maggior parte degli amministratori delegati, la realtà è molto diversa. Dietro la facciata dell’autocontrollo c’è di fatto paura, incertezza e un tentativo di confondere muovendosi da crisi in crisi senza perdere faccia o privilegi. Le persone sono generalmente sorprese – con un vago senso di gratitudine a qualcosa – quando le cose funzionano come previsto.

Questa proprio è la Vita in cui i piani meglio fatti possono essere spazzati in un attimo da un uragano, una diagnosi medica, un calo dei tassi di cambio o facendo un clic su “invia” per errore. Non c’è da meravigliarsi se abbiamo paura e trattiamo la paura incastrandoci in routine sicure che le ‘vacanze’ servono solo a rafforzare.

Forse è qui che il ‘timor di Dio’ può venire in nostro aiuto. Secondo la Scrittura è l’inizio della saggezza. Timore però è una traduzione negativa, perché evoca punizione o colpa. Siamo giustamente spaventati dai neo-nazisti, ma questo è un tipo di paura diverso. Il timor di Dio è più simile al senso della vastità e della vulnerabilità che sentiamo guardando dal bordo di un’alta scogliera, o la meraviglia al momento della nascita o della morte o della reciproca dichiarazione d’amore, o la notte prima del matrimonio o della professione monastica.

Questo cosiddetto timor di Dio è meno della paura ordinaria e molto più vicino alla meraviglia, al timore e all’eccitata pena di vedere che il nostro mondo familiare viene decostruito e trasformato. È la rivelazione di nuovi modi di essere che noi non conoscevamo o su cui eravamo scettici. Le parabole di Gesù comportano questa rivelazione per la loro esagerazione e quasi assurdità. [. . . .]

Tuttavia, una volta accettata questa rivelazione dell’ignoto, non sentiamo l’ansia e l’insicurezza che ci terrorizza e da cui fuggiamo, ma un nuovo tipo di pace e la misteriosa certezza della fede. C’è un altro modo per bilanciare l’imprevedibilità reale e spaventosa della vita con una calma e divertita adattabilità alle circostanze. Ciò si trova attraverso la meditazione mentre prendiamo ad abituarci alla povertà e all’impotenza e scopriamo che queste qualità della coscienza non sono la causa della paura psicologica, ma l’antidoto alla paura di tutti i tipi, ad eccezione della paura di Dio.

Nel recitare il mantra, riconosciamo e accettiamo la confusione delle nostre menti e delle nostre vite. Alla fine, diventiamo coraggiosi. Camminiamo attraverso il campo minato della vita con un passo più leggero. In quella accettazione cominciamo a vedere il potenziale e il modello nel caos. Ricordiamo che lo Spirito di Dio può fare ciò che i consulenti di gestione non possono. Tira fuori l’universo dal caos e colloca l’esperienza della creatività al di sopra della compulsione a controllare.

Estratto da Laurence Freeman OSB, “Muddling Through” 8 settembre 2017, blog Laurence Freeman su www.wccm.org