Letture settimanali del 29 ottobre 2017

Grazie alla Risurrezione, siamo liberati dalla necessità di rendere Dio un oggetto. Non abbiamo più bisogno di parlare a Dio, di placarlo o chiedergli favori. Gesù ci rassicura: “il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate”. Da quel momento – eterno sebbene temporale – in cui Gesù si è risvegliato alla sua Unione con il Padre, noi siamo in grado di andare oltre lo stadio dell’infanzia spirituale. In quel momento maturiamo alla “piena statura di Cristo”. Questo momento di Cristo si trova al centro del nostro essere, al cuore di noi stessi, dove il Suo spirito vive e cresce come un seme sepolto nel terreno.

Trovare quel momento è il compito della meditazione. È un lavoro rivitalizzante e gioioso perché ci rendiamo conto che il momento è già sorto ed è nato in modo imperituro. Una volta che veniamo a conoscere questa unione per nostra stessa esperienza, la nostra intera esistenza rinasce. Siamo riunificati in una completezza che è santità. E questo è tutto il lavoro di un attimo, il momento di Cristo.

Non solo veniamo liberati dal bisogno di vedere noi stessi e Dio dualisticamente. Veniamo anche invitati a non farlo. “Ma l’ora viene, anzi è già venuta” in cui siamo chiamati ad adorare Dio in spirito e verità. Dicendo questo alla Samaritana, Gesù ci chiama tutti ad entrare in una nuova dimensione di consapevolezza spirituale. Non possiamo più persistere nel dualismo dell’infanzia spirituale e allo stesso tempo essere nella verità del momento di Cristo. L’inabitazione dello Spirito di Cristo non è solo un dono, un’offerta speciale, una grazia che possiamo accettare o declinare. È la realtà, la porta che ci conduce nell’ovile dell’unione indissolubile.

John Main OSB

brano tratto da “The Present Christ” (April 1981), in MONASTERY WITHOUT WALLS: The Spiritual Letters of John Main, ed. L. Freeman (Norwich: Canterbury, 2006), p. 163.