Letture settimanali del 21 luglio 2019

Capita così spesso che quando parliamo a Dio stiamo parlando di noi stessi – aiutami a fare questo, a essere quello. Tuttavia, per quanto altruistica sia l’intenzione di fondo, la struttura stessa del linguaggio ci mantiene al centro della nostra personale consapevolezza. Questo è vero anche per coloro che possono non avere un inquadramento religioso, ma la cui pratica spirituale è autoreferenziale. Anche se non usano parole, né tengono alcuna immagine di Dio e non chiedono favori, è altrettanto grande il pericolo dell’ossessione di sé. E’ proprio questo che dobbiamo lasciare andare per muoverci più in profondità. Non ci sono fermate durante il cammino, né l’abbandonarsi alla corrente. Se diventiamo spiritualmente compiaciuti, ricadiamo nel nostro centro di gravità. Siamo di nuovo attratti nell’orbita dell’ego che si auto-riflette. E’ per evitare questo ripiegarci in noi stessi e per rimanere vigili e svegli che noi meditiamo.

Nella meditazione, il mistero di Dio è sempre al centro. Quando ci muoviamo cercando l’unione con questo centro, veniamo a conoscere Dio attraverso la luce divina. Il nome di questo movimento è amore e lo sperimentiamo nella progressiva perdita di sé e dell’autocoscienza. [….] Il nostro tempo della preghiera deve essere un  impegno alla massima apertura di cui siamo capaci – apertura a questa realtà di presenza, non alle ‘fantasie vane’ della grande illusione di una permanenza indipendente che chiamiamo ego. E’ una illusione perché il vero sé non ha immagine. E’ coscienza piena, indifferenziata. La coscienza umana è limitata e frantumata dall’immagine falsa, l’ombra dell’ego. E’ riunificata dalla luce di Cristo nel quale non c’è oscurità, né oggettivazione di separatezza dell’essere che possa gettare un’ombra.

Estratto da John Main, “A New Monasticism” in MONASTERY WITHOUT WALLS:  The Spiritual Letters of John Main (London: Canterbury Press, 2007) pp. 25-26.

Nella traduzione italiana: John Main, “Un nuovo monachesimo” in  Monastero senza mura. Lettere dal silenzio. Cinisello Balsamo, San Paolo, 2018, pp. 39-40.