Letture settimanali del 2 dicembre 2018

Oggi, abbiamo il bisogno di una nuova modalità di dialogo religioso, di tolleranza, rispetto reciproco, e modi per imparare gli uni dagli altri, modi che chi ci ha preceduto non poteva immaginare. Eppure la correttezza di tale modalità è confermata dal fatto che è compatibile con la personalità e l’esempio di Gesù. Gesù non ha rifiutato nessuno, ha tollerato tutti e visto il mistero di Dio in ogni persona e nella natura. Ha mangiato con coloro che avrebbe dovuto disprezzare. Ha parlato con chi avrebbe dovuto evitare. È stato aperto agli altri, tanto quanto lo è stato a Dio.

In Gesù, il tempo e l’eternità si incontrano… e l’incontro avviene nella umana povertà di spirito… La povertà non è solo assenza di cose, ma consapevolezza del nostro bisogno degli altri, di Dio. Il bisogno umano è universale. I più ricchi e i più potenti, come i più poveri e i più emarginati, sono tutti egualmente nel bisogno. Il bisogno è semplicemente il sentimento forte che nasce in risposta al fatto che siamo interdipendenti.

Nella meditazione, ci immergiamo ad un livello di realtà più profondo di quello della nostra mente superficiale, condotta dall’ego, dove così spesso siamo impigliati nella rete delle illusioni riguardo la nostra indipendenza e isolamento. Non siamo separati gli uni dagli altri o da Dio. La saggezza è il riconoscimento di questa realtà e la compassione è la pratica di questo riconoscimento.

Brano tratto da Laurence Freeman, “Dearest Friends,” WCCM International Newsletter, Winter, 1996.