Letture settimanali del 10 giugno 2018

La meditazione è concettualmente semplicissima, non ha nulla di complicato in sé, nulla di esoterico. È il concetto più semplice che si possa immaginare e la sua bellezza risiede nel fatto che ci porta a fare esperienza di semplicità. La meditazione consiste essenzialmente nel situarsi al centro di sé in uno stato di assoluta calma e silenzio. Calma e silenzio: l’unica difficoltà può essere data dal fatto che viviamo in un mondo di attività quasi frenetica e quindi le dimensioni del silenzio, della calma, della compenetrazione sono per lo più estranee alla maggior parte di noi. In natura, però, ogni forma di crescita parte da un nucleo centrale per espandersi all’esterno. Il centro è il nostro punto di partenza ed è proprio con il nostro centro che ha a che fare la meditazione: stabilisce infatti il contatto con il centro originale del nostro essere. Si tratta di un ritorno all’origine di noi stessi […]

La meditazione rappresenta un’occasione meravigliosa, offerta noi tutti, di rispondere a questo richiamo perché nel cammino di ritorno verso la nostra origine, verso il più profondo di noi stessi, riguadagniamo l’innocenza. Il richiamo alla meditazione, per i primi Padri della Chiesa, costituiva un invito alla purezza di cuore; e in effetti l’innocenza è proprio questo – purezza di cuore. Vale a dire una visione non offuscata da egoismo, dal desiderio o da rappresentazioni mentali: in altre parole, un cuore mosso soltanto dall’amore. La meditazione induce in noi chiarezza assoluta: chiarezza di discernimento, di comprensione, chiarezza nell’amore – una chiarezza che ci viene dalla semplicità. Per avviarci sul cammino della meditazione non occorre altro che la semplice volontà di iniziare e poi seguitare. […]

[Nella meditazione] dobbiamo andare oltre ogni pensiero, ogni desiderio, ogni immaginazione ed è proprio in quell’oltre che cominciamo a percepire di essere qui ed ora in Dio in cui “viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (Atti 17,28). La via della semplicità è costituita da un’unica parola, dalla recita di quell’unica parola. Ed è proprio questa recita, ripetuta con costanza ogni mattina ed ogni sera, che ci porterà oltre il frastuono delle parole, oltre il labirinto delle idee, fino a raggiungere la nostra unità. […] La meditazione è il mezzo che ci porta alla piena comunione, che è unita d’essere. Attraverso la meditazione, e nella nostra vita arricchita dalla meditazione, siamo pienamente noi stessi indipendentemente da chi siamo.

Brano tratto da John Main OSB, “La via della non-conoscenza”, Edizioni Appunti di Viaggio, ‘Dio è il centro dell’anima’, pp. 29-31.