Letture settimanali del 1° luglio 2018

La meditazione, e il costante ritorno ad essa, ogni giorno della vostra vita, è come aprirsi un varco verso la realtà… E non è poca cosa entrare nella realtà, divenire reali, diventare chi siamo, perché in quell’esperienza siamo liberati da tutte le immagini che con tanta pervicacia ci infestano. Non dobbiamo essere l‘immagine che qualcuno ha di noi, ma semplicemente la persona reale che siamo.

La meditazione si pratica in solitudine, ma è la grande via per imparare ad essere in relazione. La ragione di questo paradosso è che, una volta entrati in contatto con la nostra propria realtà, abbiamo la fiducia esistenziale per uscire da noi stessi verso gli altri, per incontrarli al loro reale livello. Così l’elemento di solitudine nella meditazione è misteriosamente il vero antidoto all’isolamento.  Poiché siamo entrati in contatto con la nostra conformità alla realtà, non siamo più minacciati dall’alterità degli altri. Non siamo più alla continua ricerca di un’affermazione di noi stessi. Siamo alla ricerca dell’amore, cerchiamo la realtà degli altri. Nella visione cristiana della meditazione, scopriamo la realtà del grande paradosso che Gesù insegna: se vogliamo trovare le nostre vite dobbiamo essere disposti a perderle. E’ esattamente ciò che facciamo meditando.

 Estratto da John Main OSB, “Straying from the Mantra”, The Heart of Creation (New York, Continuum, 1998, p. 9-10.

In italiano: John Main,  Deviare dal mantra, in “Il cuore della creazione” , Roma, Appunti di viaggio, 2006, p. 32-34. [n.d.t.]