Letture settimanali del 1° aprile 2018

Mentre si svolge la Settimana Santa, vi parlo dal nostro ritiro per giovani meditatori sull’isola di Bere. In questo momento, non c’è una nuvola in cielo e la luce chiara sta attirando ogni colore nascosto, ombra e riflesso del mare, degli alberi e delle montagne. La natura ci aiuta a credere che siamo in cammino nel viaggio umano verso la luce di Cristo, il Sole della Resurrezione che non tramonta mai. Tuttavia, le previsioni del tempo ci avvertono di alcuni acquazzoni (questa è l’Irlanda), così come sappiamo che le nostre vite non possono essere libere dalla sofferenza.

Nelle nostre conversazioni nel corso di questo ritiro, stiamo analizzando le tensioni che dobbiamo sopportare nella vita di tutti i giorni. Come gestire l’equilibrio tra famiglia, lavoro e impegni spirituali? Come affrontare la Chiesa nelle sue forme culturalmente condizionate e rimanere ancora al suo interno? Come leggere le rivelazioni essenziali della dottrina cristiana alla luce del linguaggio e dell’esperienza moderni? Il tempo sacro, come quello in cui siamo entrati in questa settimana, ci dà il margine di manovra per accogliere queste tensioni, lo spazio interiore necessario per accettare ciò che sembra inaccettabile e controbilanciare ciò che sembra insopportabile.

Nei prossimi giorni, abbiamo il potere di rispondere a tutto ciò che significa essere umani così come illustrato dalla Pasqua. Domani, nella nostra presenza alla Cena del Signore, sperimentiamo la gioia e le tensioni dello stare in comunità, lavando i piedi gli uni agli altri e imparando cosa significhi una relazione fedele. Venerdì affrontiamo ciò che reprimiamo più profondamente nella nostra psiche, la realtà e la paura della morte, il fortissimo terrore della perdita e dell’abbandono. Impariamo che affrontandola, possiamo aprire una porta attraverso la quale dobbiamo passare ma che rappresenta un passaggio verso l’ignoto. Sabato ci riposiamo all’orizzonte di questo significato, in bilico tra perdita e scoperta. Siamo insicuri e persino poco convinti, eppure non ci siamo chiusi alla possibilità – la possibilità che sorge al mattino presto dal nulla della tomba verso la realtà straripante di una nuova vita.

Brano tratto da “2008 Holy Week Reflections” di Laurence Freeman.