Letture settimanali 6 agosto 2017

Per diventare spirituali dobbiamo imparare ad abbandonare ogni immagine religiosa ed ufficiale di noi stessi — ovvero, abbandonare il Fariseo che è in agguato dentro ciascuno di noi — perché, come ci ha detto Gesù, dobbiamo abbandonare il nostro intero sé. Ogni immagine di noi stessi, che come sappiamo arriva dal cervello febbrile e calcolatore dell’ego, deve essere abbandonata e trascesa se vogliamo diventare uno con noi stessi, con Dio, con gli altri — ovvero, se vogliamo diventare veramente onesti, veramente umili, veramente umani.

Allo stesso modo, anche le nostre immagini di Dio devono svanire. Non dobbiamo essere degli idolatri. Curiosamente, quello che scopriamo è che svaniscono via via che svaniscono anche le immagini di noi stessi, il che fa pensare […] quello che abbiamo sempre supposto, cioè che le nostre immagini di Dio sono in realtà immagini di noi stessi.

In questo processo meraviglioso in cui veniamo in piena luce della Realtà, ci allontaniamo dall’illusione, emerge un grande silenzio dal centro. Ci sentiamo travolti nel silenzio eterno di Dio. Non parliamo più a Dio o, peggio, a noi stessi. Impariamo ad essere – ad essere con Dio, ad essere in Dio. […]

Nel nostro cammino spirituale, abbiamo bisogno di maggiori energie per stare fermi che non per scappare. La maggior parte delle persone usano così tanto del loro tempo di veglia saltabeccando da una cosa ad un’altra che hanno paura dell’immobilità e del silenzio. Un certo panico esistenziale può prenderci la mano quando incontriamo per la prima volta l’immobilità…

Certamente, sarebbe più facile imparare questo in una società più stabile ed equilibrata. In un mondo turbolento e confuso ci sono così tante voci ingannevoli, così tante voci che richiedono la nostra attenzione. Ma se riusciamo a trovare il coraggio di stare in questo silenzio, entriamo nella pace che è oltre ogni comprensione.

From John Main OSB, “The Christian Crisis,” THE PRESENT CHRIST (New York: Crossroad, 1991), pp. 74-76.