Letture settimanali 5 agosto 2018

Uno dei frutti della meditazione è il dono di saper discernere: quello che fanno e ci dicono i media, quando è il momento di spegnere il televisore. La meditazione, creando uno spazio di solitudine mediante la pratica quotidiana, protegge la dignità dell’intimità individuale. Di conseguenza sviluppa anche i valori sociali della libertà personale e della partecipazione responsabile nelle decisioni della società. La passività e il fatalismo che possono nascere dalla saturazione dei media sono sfidati dalla meditazione, se non altro per il fatto che la gente saggia non si lascia fuorviare tanto facilmente.

Noi meditiamo in questo mondo. La nostra decisione di meditare rappresenta un impegno a partecipare responsabilmente anche in un mondo che sta impazzendo. La meditazione allena il discernimento e pone un freno all’intolleranza. Insegna fedeltà alla comunione del vero sé, proteggendo così la dignità umana. Ogni volta che ci sediamo a meditare noi portiamo il nostro bagaglio e quello del mondo nell’esercizio di attenzione. È un modo di amare il mondo di cui facciamo parte e di contribuire al suo benessere. Proprio perché è un mezzo per distaccarci da noi stessi, la meditazione ci aiuta a condividere il peso dell’umanità.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Gesù il maestro interiore”, EDB, pp. 260-261.