Letture settimanali 30 aprile 2017

L’altro giorno leggevo del dio indiano Shiva, che sedeva con sua moglie guardando il mondo dall’alto, e lei gli disse: “Perché non vai a concedere la salvezza ad alcuni dei tuoi devoti?” Shiva disse, “Bene”. Così scesero in una città e si sedettero nel mercato. Si sparse la voce che il grande profeta si trovava lì e quindi vennero gli uomini santi della città. Il primo si accostò a Shiva e disse: “Medito otto ore al giorno; in inverno, medito due ore nell’acqua fredda; in estate, due ore in quella calda. Quando avrò la salvezza?” Shiva lo guardò e disse: “Ancora tre incarnazioni”. L’uomo torna dai suoi amici scuotendo la testa: “Ancora tre, ancora tre!” E così avviene.

Infine, viene un ometto che dice: “Temo di non fare molto, ma cerco di amare tutti intorno a me e di amare il creato. Otterrò la salvezza?” Shiva si gratta la testa e l’ometto diventa un po’ nervoso. Shiva lo guarda e dice: “Bene, mille incarnazioni”, al che l’ometto salta deliziato per la gioia e comincia a gridare a tutti: “Ce l’avrò! Solo mille!”. A quel punto, lui prende fuoco e lo stesso succede a Shiva e sua moglie; tutti si trasformano in una fiammata e scompaiono. La moglie di Shiva gli dice: “Come ha fatto quel vecchietto a ottenere la salvezza subito? Avevi detto mille!” Shiva disse: “Sì, ma la sua generosità ha annullato la mia decisione; così si è salvato immediatamente”.

Subito dopo, ho preso il vangelo di Luca: “Due uomini andarono al tempio per pregare, uno era un fariseo, uno un esattore delle tasse. Il fariseo si alzò e disse: ‘Ti ringrazio, Dio, perché non sono come gli altri uomini, avido, disonesto, adultero o anche come questo esattore. Digiuno due volte la settimana, pago la decima su tutto quello che ricevo.’ L’altro invece si manteneva in disparte e non alzava neppure gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo:’Signore Dio,abbi pietà di me peccatore’” (Luca 18, 10-14)

La meditazione è la via che seguiamo per affidarci  completamente al mistero della nostra esistenza. Essere in meditazione significa semplicemente essere in stato di accettazione di ciò che è, affidando tutto il nostro essere a Dio. Nella meditazione ci mettiamo in fila, offrendoci, abbandonando tutto ciò che siamo. Semplicemente diciamo la nostra parola.

La meditazione è un modo per avvicinarci a Dio, che si trova nel nostro stesso cuore. Dio risponde al desiderio del nostro cuore con la semplice risposta dell’amore. Questo amore è la nostra speranza, la nostra incrollabile fiducia che qualsiasi sia la difficoltà, qualsiasi la sfida, possiamo farci fronte con la risorse che ci sono state date. Dio opera tutto ciò in noi in silenzio, se solo lasciamo che il mistero ci abbracci. La qualità di cui abbiamo bisogno per questa opera è la semplice accettazione di tutto ciò che è: fiducia.

Brano tratto da John Main OSB, “The Way of Trust,” The hunger for depth and meaning: Learning to meditate with John Main, ed. Peter Ng (Singapore: Medio Media, 2007), pp. 179-181.