Letture settimanali 21 maggio 2017

Qual è la differenza tra realtà e irrealtà? Penso che uno dei modi per capirlo è guardare alla irrealtà come prodotto del desiderio. Tra le tante cose, dalla meditazione impariamo a rinunciare ai desideri; ed impariamo a farlo perché siamo consapevoli di essere chiamati a vivere appieno il momento presente. Realtà significa semplicemente essere radicati in Dio, fondamento del nostro essere. Il desiderio esige una tensione, uno sforzo continui; la realtà richiede immobilità e silenzio. Ed è questo l’impegno che ci assumiamo nel meditare. Come tutti noi scopriamo per esperienza, è attraverso l’immobilità del silenzio che impariamo ad accettarci per quelli che siamo. Forse ciò può suonare strano a noi contemporanei e soprattutto ai cristiani di oggi, abituati alla tensione: “Non dovrei forse ambire a qualcosa di più? Se non sono una brava persona, non dovrei forse desiderare di essere migliore?”.

La vera tragedia del nostro tempo è che desideriamo con tanta intensità essere felici, avere successo, ricchezze, potere e quant’altro, che non facciamo che pensare a come potremmo essere. Solo raramente riusciamo a conoscere noi stessi per come realmente siamo e accettiamo la nostra situazione.

La saggezza antica ci insegna che esistiamo e che siamo quel che siamo. Può darsi che siamo peccatori, nel qual caso è importantissimo che ce ne rendiamo conto. Ma ancora più importante per noi è sapere, facendone esperienza, che Dio è il fondamento del nostro essere, e che siamo profondamente radicati in lui. Tutti noi dobbiamo scoprirlo di persona, per esperienza, nel profondo del cuore. È di questa stabilità che abbiamo bisogno; non del continuo sforzo, della perenne tensione determinati dal desiderio, bensì della stabilità e della pace che ci deriva dal fatto che il nostro spirito affonda le sue radici in Dio. Siamo tutti invitati ad imparare nella meditazione, nel nostro silenzio in Dio, che in Lui troviamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Brano tratto da John Main OSB, “La via della non-conoscenza” (Edizioni Appunti di Viaggio), cap. “Crescere in Dio”, pp. 104-5.