Anno 4 n. 46 Insegnamenti settimanali 26 febbraio 2017

L’importanza di prestare attenzione alle sensazioni e ai sentimenti

La scienza ci ha reso consapevoli che siamo un sistema energetico ben integrato e interconnesso che è integralmente collegato a tutto il più ampio cosmo. Eppure viviamo ancora come se noi finissimo con il confine della nostra pelle, indipendenti e separati dagli altri e dall’ambiente. Anche all’interno di questa membrana esterna vediamo noi stessi come composti di parti distinte: il corpo, la mente e … lo spirito – a volte quest’ultimo totalmente ignorato. Non solo, ma abbiamo anche una forte tendenza a considerare di valore una sola parte e a negare ogni importanza al tutto. Il risultato è la frammentazione e la mancanza di equilibrio. Abbiamo bisogno di prendere coscienza di ciò che stiamo facendo, ed iniziare ad accettare che tutti i nostri aspetti sono di pari valore e formano un tutto ininterrotto. Sappiamo in un certo qual modo che corpo, mente e spirito sono diversi aspetti del nostro essere totale e che sono quindi strettamente collegati e si influenzano a vicenda – il nostro corpo riflette lo stato della nostra mente e la connessione con il nostro spirito e viceversa.

Ci è stato dato un corpo fisico che ci permette di operare su  questo piano materiale. Ma ci dimentichiamo che le nostre sensazioni, i nostri sentimenti, le nostre emozioni sono anche parte di questo. La nostra  cultura ancora pone una forte enfasi sulla mente, sui soli nostri processi mentali, e ci viene  detto di ignorare le sensazioni e i sentimenti che conducono alle emozioni. Tutto ciò  viene considerato  ‘irrazionale’ e quindi non degno della  nostra  attenzione.  Qui è dove la ‘mindfulness’, che è stata riscoperta nel nostro tempo – anche se è un’antica disciplina in molte culture, tra cui quella cristiana – sta dando un tale utile contributo alle nostre vite.

Le nostre sensazioni non dovrebbero essere soppresse, in quanto sono la prima interazione che abbiamo con l’ambiente, in cui ci troviamo. A livello fisico quante volte facciamo attenzione al vento nei capelli, al sole sul nostro viso, al modo in cui la luce entra in una stanza o gioca sulle foglie dell’albero vicino alla nostra finestra e il rumore del vento e la pioggia sugli alberi? Quanto spesso ignoriamo la bellezza che si trova intorno a noi, non solo in campagna ma anche in una città operosa? Quante volte ignoriamo le prime sensazioni di qualcosa che non sta andando per il verso giusto?

Ma queste sensazioni non provocano solo una reazione fisica, magari una reazione spirituale di gratitudine e di stupore, ma anche una di natura emotiva. Questo è l’aspetto a cui Evagrio era più interessato.  In Praktikos lo sentiamo dire: “La vita ascetica [una vita basata soprattutto sulla pratica del silenzio, la preghiera profonda] è il metodo spirituale per la pulizia della parte affettiva [emotiva] dell’anima.” Il primo passo nel cammino spirituale è quello di diventare consapevoli delle nostre sensazioni e riconoscere i sentimenti che le accompagnano,  piuttosto che ignorarli. Non appena diventiamo  consapevoli di una sensazione, seguita immediatamente da un sentimento dovremmo chiederci, da dove è venuta, quali ricordi condizionati si stanno inserendo ? In questo modo abbiamo la possibilità di ‘purificare le nostre emozioni’, di liberarle dai condizionamenti sulla base delle precedenti esperienze e di percepire i  ‘bisogni insoddisfatti’. Le sensazioni  sono pensieri nel nostro corpo prima che noi diamo loro una forma verbale e un significato. Quando  ignoriamo le nostre sensazioni, i nostri sentimenti e le nostre emozioni, quando non riflettiamo su di loro, siamo vivi solo a metà. Quando queste emozioni restano non indagate, si rinforzano e diventano desideri e pensieri. Essi ci condurranno inconsciamente ad agire in modo inarrestabile, talvolta in termini positivi spesso negativi.

Le emozioni sono fondamentali per approfondire le nostre esperienze nella vita, ma abbiamo bisogno di stare allerta su qual è la loro sorgente. Questa consapevolezza – con il supporto intuitivo spirituale – ci aiuterà a capire prima che esse prendano la  forma definitiva di desideri e pensieri specifici con le loro azioni conseguenti. I nostri desideri e pensieri costituiscono un aspetto del nostro essere creato, il nostro ‘ego’, che non è permanente ed è  soggetto a continui cambiamenti privi di ‘mindfulness’ e di chiara consapevolezza, l’io può bloccare l’accesso alla parte spirituale del nostro essere e portarci a rapide reazioni automatiche.

Questa quindi è l’inevitabile catena di eventi, così come proposta da Evagrio: le percezioni evocano le sensazioni, condizionate o libere; queste sensazioni portano a loro volta a forti emozioni e desideri sia positivi che negativi, verbalizzati nel pensiero. Una volta che abbiamo raggiunto questo stadio traduciamo gli stessi pensieri in azioni. Evagrio chiama questi forti desideri / pensieri, se negativi e non esaminati, “demoni”, dal momento che possono avere un potere ‘demoniaco’ sulle nostre percezioni e sulle azioni nella vita, se non siamo consapevoli della loro origine nei nostri condizionamenti  e ferite.

“Se c’è un monaco [meditatore] che desidera prendere la misura di alcuni dei più feroci demoni [pensieri]… allora lasciate che mantenga una vigilanza attenta sui suoi pensieri. Lasciate che osservi la loro intensità… e li guardi mentre crescono e scemano. Lasciate che noti bene la complessità dei suoi pensieri… i demoni [desideri] che li provocano, l’ordine della loro successione e la natura delle loro associazioni. Infine lasciate che chieda a Cristo la spiegazione di ciò che ha osservato.”

Kim Nataraja