Insegnamenti settimanali del 22 Aprile 2018 – Che cos’è la meditazione?

Che cosa è la meditazione?

La meditazione porta alla preghiera contemplativa attraverso la fedele ripetizione di una frase/ preghiera o “mantra” come la definiva John Main. Egli riscoprì questo modo di pregare negli scritti dei primi cristiani, i Padri e le Madri del deserto, che nel quarto secolo dell’era volgare si ritirarono nel deserto dell’Egitto per vivere un’autentica vita cristiana basata sull’insegnamento di Gesù. Tutta la loro vita ruotava attorno alla preghiera: “Prega incessantemente colui che combina la preghiera con i doveri necessari, e i doveri necessari con la preghiera. Solo in questo modo possiamo riuscire ad adempiere il comandamento di pregare sempre. Consiste nel considerare tutta l’esistenza cristiana come un’unica grande preghiera. Ciò che siamo abituati a chiamare preghiera è solo una parte di essa.” (Origene – Sulla preghiera)

La frase, la ‘formula’ raccomandata da Giovanni Cassiano era: ‘O Dio, vieni in nostro aiuto. O Signore, affrettati ad aiutarci’, che ora viene utilizzata nell’ufficio quotidiano. John Main l’ha ridotta a una sola parola: ‘Maranatha’. L’ha scelta perché è la più antica preghiera cristiana in aramaico, la lingua parlata da Gesù. Inoltre, la parola per noi non possiede collegamenti, quindi non alimenta la nostra mente avida di continuare a pensare. La ripetizione fedele e amorevole di questa parola di preghiera ci porta alla calma del corpo e della mente e ci aiuta ad entrare nel silenzio che dimora nel centro del nostro essere. Il famoso mistico Meister Eckhart del 14 ° secolo disse: ‘Niente descrive bene Dio come il silenzio’. Lì, nel vero centro del nostro essere, dimora Cristo, e lì diciamo la preghiera di Gesù. John Main ha detto in ‘Moment of Christ’: “È nostra convinzione che il messaggio centrale del Nuovo Testamento sia che esiste in realtà una sola preghiera e che essa sia la preghiera di Cristo. È una preghiera che continua nei nostri cuori giorno e notte. Posso descriverla solo come il flusso d’amore che scorre costantemente tra Gesù e suo Padre. Questo flusso d’ amore è lo Spirito Santo”.
Il nostro primo obiettivo è quello di essere in grado di mantenere la mente sul mantra durante il periodo di meditazione. Ciò è abbastanza difficile di per sé, poiché i pensieri continuano ad arrivare. La nostra mente ama fuggire sulle ali della fantasia, perdersi lungo il viale dei ricordi, o elencare tutto ciò che dobbiamo fare dopo la meditazione. Dobbiamo solo essere pazienti e gentili con noi stessi. Quando ti rendi conto di esserti perso nei tuoi pensieri, non giudicare o criticare te stesso, ma riporta delicatamente la mente alla parola di preghiera. Accetta semplicemente che ciò è naturale e può accadere. La mente è come un cucciolo giocherellone, sempre voglioso di scappare piuttosto che di stare vicino a te. Dolcemente e amorevolmente incoraggialo a tornare.

Se lo farai senza forzare te stesso, lentamente sarai in grado di mantenere il mantra senza accorgerti di eventuali distrazioni. I tuoi pensieri potrebbero essere ancora lì sullo sfondo, ma più come una musica al supermercato – davvero non te ne accorgi molto.

Più farai pratica più facile sarà, e presto invece di dire la parola la ascolterai e alla fine essa risuonerà da sola nel tuo cuore. Poi il corpo e la mente diventeranno simili al centro del tuo essere armonioso e quieto: “Le aree superficiali della mente sono ora in sintonia con la pace profonda al centro del nostro essere. Le stesse frequenze armoniche risuonano dappertutto nel nostro essere. In questo stato siamo andati oltre il pensiero, oltre l’immaginazione e oltre tutte le immagini. Semplicemente stiamo con la Realtà, la presenza realizzata di Dio stesso che dimora nei nostri cuori”. (John Main “Dalla parola al Silenzio”)

Kim Nataraja