Insegnamenti settimanali del 5 novembre 2017 – Anno 5 n. 30

 

Trasformazione, l’essenza della meditazione

Una delle somiglianze più importanti che abbiamo visto tra l’insegnamento dei Padri e delle Madri del Deserto, La via della non-conoscenza, Meister Eckhart e John Main è l’enfasi sul lasciar andare i pensieri e le immagini egocentriche, per poter accedere alla nostra vera natura in Cristo. La consapevolezza di essere molto di più di quanto pensiamo di essere giunge a noi come una rivelazione data dalla grazia. Meister Eckhart chiamò questo momento “la nascita di Cristo nell’anima”. John Main, concorde su questo, in The hunger for depth and meaning, cita il mistico tedesco Silesio quando dice: “Forse Gesù è nato a Betlemme, ma ciò non sarà per noi di alcuna utilità a meno che Egli non nasca nei nostri cuori …. Questo è l’intero scopo della meditazione cristiana … I nostri cuori devono essere pronti per Lui … dobbiamo lasciare andare tutto il resto, in modo che ci sia spazio per Lui nei nostri cuori “.

Questo è il nostro compito: con l’aiuto del mantra allontaniamo la nostra attenzione dai pensieri ego-centrici, quelli che in un modo o nell’altro hanno a che fare con i bisogni di sopravvivenza nella nostra vita: il bisogno di amore, sicurezza, stima, potere, controllo e piacere, come abbiamo già indagato in altri insegnamenti settimanali. Questi bisogni sono assolutamente validi, ma quando sono parzialmente insoddisfatti, possono veicolare dall’inconscio di ciascuno pensieri, desideri e azioni che ‘demoniacamente’ vanno alla ricerca di compensazioni a tale percezione di mancanza. La preoccupazione nel soddisfare tali bisogni quindi riempie le nostre menti al punto che non c’è più “spazio per lui nei nostri cuori”. Solo quando lasciamo che i pensieri svaniscano sullo sfondo e non prestiamo loro attenzione, solo allora possiamo ‘mettere il cuore, l’anima e la mente in Dio’ (Mt. 22,37). Con la Grazia ciò si tradurrà in un passo avanti verso un diverso livello spirituale di coscienza e porterà ad una trasformazione di tutto il nostro essere, sotto la guida dell’amore divino che è il fondamento e l’essenza del nostro vero sé. A sua volta questa trasformazione cambia e guarisce i rapporti con noi stessi, con gli altri e con la Creazione.

Questo è il consiglio fondamentale per un percorso spirituale, suggerito da tutti i mistici di tutte le tradizioni. Il suo senso in termini cristiani è espresso da San Paolo (2 Cor. 4, 6): “Lo stesso Dio che ha detto ‘la luce rifulga dalle tenebre’, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo”.

Per John Main, e per tutti nella nostra Comunità Mondiale, la meditazione è il modo per divenire consapevoli di questa Luce e Gloria Divine dentro di noi. Ripetendo il mantra, John Main ci insegna che “impariamo a farci da parte … ad allontanarci dall’essere centrati sull’ego” e quindi siamo condotti a silenzio, immobilità, semplicità, umiltà e all’esperienza reale della Luce e della Gloria Divine dentro di noi. John Main sottolinea che “la prima responsabilità delle nostre vite … è quella di essere pienamente umani: tornare al nostro centro e vivere dalle profondità della nostra profonda potenzialità … Scopriamo che essere ricollegati con il nostro centro ci riconnette con ogni centro. L’uomo o la donna veramente spirituali imparano a vivere in armonia con sé stessi e con l’intera creazione … Stare nel proprio centro è stare in Dio”. Questa connessione, questa unità fra umanità, creazione e Divino che John Main sottolinea qui, è anche il messaggio principale di La nube della non conoscenza, di Meister Eckhart e di tutti i mistici. In Dalla parola al Silenzio John Main ribadisce l’importanza della consapevolezza della coscienza di Gesù dentro di noi: “La presenza di Gesù in noi, il Suo Spirito Santo, ci invita a diventare pienamente consapevoli di questo livello del nostro essere. In un batter d’occhio, ci risvegliamo a noi stessi, allo spirito che ci abita, e alla coscienza della comunione con Dio stesso che siamo chiamati a condividere “.

Quanto diverso sarebbe il mondo in cui viviamo, se tutti seguissero il sentiero verso il proprio centro nelle diverse strade e tradizioni. Come descrive bene Thomas Merton quando racconta la sua esperienza spirituale in un affollato incrocio a Louisville: “Allora fu come se avessi improvvisamente visto la bellezza segreta dei cuori, la profondità dei cuori, dove né peccato né desiderio né autocoscienza possono giungere, il nucleo della propria realtà, la persona che ognuno è agli occhi del Divino. Se solo potessero vedersi come sono veramente. Se solo potessimo vederci in questo modo sempre. Non ci sarebbero più guerre, né odio, né crudeltà, né avidità.”

Kim Nataraja

(Le citazioni di John Main sono riprese da ‘The hunger for depth and meaning” * ed. Peter Ng).

 *Tale testo è recuperabile in formato audio con trascrizione, sul sito della WCCM.org [Ndt]