Insegnamenti settimanali del 4 marzo 2018 – anno 5 n. 47

L’effetto dell’attenzione sul momento presente nella vita quotidiana e nella meditazione

Abbiamo sentito Meister Eckhart dire: “Tutti coloro che vogliono diventare sensibili alla più alta Verità … devono essere … disinteressati al ‘prima’ e al ‘dopo’, non ostacolati dai propri successi, liberi dall’influenza di qualsiasi idea abbiano capito, innocenti e liberi …. c’è solo un Adesso. Guarda!”

In questo dialogo tra un meditatore e un neuroscienziato nella sua seconda edizione di The Blissful Brain la dott.ssa Shanida Nataraja fa emergere l’importanza di prestare piena attenzione a qualsiasi cosa si stia facendo, sia durante la meditazione che nella vita quotidiana.

Meditatore: periodicamente, durante il giorno, divento coscientemente consapevole del fatto che la mia mente non è focalizzata sull’adesso – al contrario, sto ricordando un evento del mio passato o sono preoccupato per qualche possibile esperienza nel futuro. Quando divento consapevole di ciò, decido di svuotare la mia mente dai pensieri e portarla a concentrarsi su ogni singolo aspetto dell’esperienza del momento presente e su qualsiasi cosa io stia facendo. Questo potrebbe succedere durante la meditazione, guardando un panorama durante una passeggiata o facendo qualcosa di banale come lavare i piatti. Questa cosciente decisione di focalizzare la mia attenzione su ogni aspetto dell’esperienza del momento presente è essenzialmente l’intenzione di essere consapevole …. I pensieri mi vengono spontaneamente in mente – qualcosa che ho dimenticato durante un recente giro al supermercato, un commento di un collega di lavoro all’inizio della giornata – ma dopo averli riconosciuti, forse nominati – questo è pensare, questo è programmare, questo è preoccuparsi – li lascio andare e torno al momento presente. Lentamente, nel tempo, lo spazio tra questi pensieri intrusivi si allunga e ci vuole meno sforzo per focalizzare l’attenzione sul mantra in meditazione, sul panorama bellissimo o sul lavandino pieno di piatti sporchi.

Neuroscienziato: a questo punto, c’è un aumento dell’attività nell’area destra di associazione dell’attenzione e una diminuzione dell’attività nelle aree circostanti, nella corteccia frontale destra. Di tanto in tanto ci sono brevi esplosioni di attività delle cellule cerebrali nella corteccia frontale [sinistra]. Questo rispecchia i pensieri casuali che insorgono e poi svaniscono. Poiché l’attività nell’area associativa dell’attenzione aumenta ulteriormente con un’attenzione persistente e prolungata, le brevi raffiche di attività vengono alla fine smorzate e i pensieri diventano più rari e meno disturbanti.

Meditatore: quando sono attento al momento presente, la consapevolezza di ciò che mi circonda si allontana sullo sfondo. A volte mi perdo nel momento presente, e passa del tempo durante il quale non sono conscio di ciò che mi circonda, non sono consapevole del mio corpo o del dolore alla schiena che prima mi disturbava. Mi sento quasi assorbito nell’esperienza del momento presente di meditazione, dell’odore del detersivo liquido, o del tocco della schiuma saponosa sulle mani e del luccichio dei piatti puliti alla luce del sole.  Sento un’unione con qualcosa di molto più grande di me, una connessione con gli altri e con l’universo nel suo complesso.

Neuroscienziato: si è verificata una diminuzione dell’attività nell’area associativa di orientamento a destra. Attraverso l’attenzione focalizzata, e per l’effetto di questa attenzione prolungata sul talamo, l’individuo filtra efficacemente qualsiasi informazione cosiddetta ridondante, comprese le informazioni provenienti dagli elementi sensoriali che creano un’immagine corporea. Di conseguenza, l’immagine del corpo diventa sfocata e ciò si può rilevare per una diminuita attività nell’area associativa dell’orientamento a destra. Ciò dà origine a un senso di interconnessione e di unità con qualcosa che è più grande del senso individuale di ‘sé’. “

Infatti, come dice Shanida all’inizio del suo libro: “Il nostro cervello contiene un ‘hard-wiring’, un possente circuito di collegamento che ci permette di sperimentare sia gli stati superiori di coscienza che un’unità onnipervasiva che può essere equiparata a Dio”.

Kim Nataraja