Insegnamenti settimanali del 1° ottobre 2017 – Anno 5 n. 25

La Nube della non Conoscenza e l’amore

 

Nella loro enfasi sulla supremazia dell’Amore, John Main e l’autore di “La nube della non conoscenza” seguono l’insegnamento di Gesù nei Vangeli sinottici: ” Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutta la tua forza e tutta la tua mente. ”

Solo l’amore ci porterà alla Presenza Divina. La nube lo dice così:

“Le creature razionali, come uomini e angeli, possiedono due facoltà principali, il potere di conoscere e il potere di amare. Nessuno può comprendere pienamente il Dio non creato attraverso la propria conoscenza, ma ognuno, in modo diverso, può afferrarlo completamente attraverso l’amore …… Alcuni probabilmente sentiranno parlare di questo lavoro e supporranno di potercela fare contando solo su sé stessi. Probabilmente stanno cercando di sforzare la loro mente e la loro immaginazione in modo innaturale solo per produrre un falso lavoro che non è né umano né divino.” (Nube 4)

L’unico modo è la via dell’amore:” Un uomo può conoscere completamente e ponderare accuratamente ogni cosa creata e le sue opere, sì, e le opere di Dio, anche, ma non Dio stesso. Il pensiero non può comprendere Dio. E così, preferisco abbandonare tutto ciò che posso conoscere, scegliendo piuttosto di amare colui che non posso conoscere.” (Nube 6)

Una delle difficoltà che incontriamo lungo il percorso spirituale è che ci sembra di arrivare ad un senso di pace ed immaginiamo di aver raggiunto la nostra destinazione attraverso il nostro impegno a ripetere il mantra. Allora lasciamo andare la nostra parola/preghiera, sentendo che disturba la pace e il silenzio. Ma John Main e molti mistici, come l’autore de La Nube, mettono in guardia contro questo “sognare ad occhi aperti”, il prodotto di una “mente intrigante, curiosa o romantica”. Qui l’autore de La Nube mette in guardia contro l’insegnamento di Richard Rolle con la sua enfasi sulla preghiera estatica e sensuale.

Ciò di cui abbiamo bisogno è “lo scuotimento cieco dell’amore che sgorga da un cuore sincero e umile.” (Nube 4)

Dobbiamo restare fedelmente e umilmente con la nostra àncora d’amore, la nostra parola /preghiera, e allora raggiungeremo il vero silenzio, la pace e l’amore. Non è facile mantenere la nostra attenzione focalizzata sull’unico punto della parola, ma questo è un modo con il quale possiamo per grazia raggiungere la pace del Cristo dentro, come Gesù ci ha promesso: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. “(Giovanni 14,27)

‘Lasciare dietro il nostro sé’ non è un compito facile. Al nostro ego, alla nostra mente di superficie, piace stare al centro dell’attenzione con i suoi desideri e le sue paure. La nube ci consiglia: “innalza il tuo cuore al Signore, con un dolce scuotimento d’amore, desiderandolo solo perché lo vuoi, non per i suoi doni…… e se fai questo i santi e gli angeli si rallegrano e si affrettano ad aiutarti in ogni modo – sebbene i demoni [i nostri desideri ego-centrici] si arrabbieranno e cospireranno incessantemente per ostacolarti.” Possiamo sentire Evagrio, il principale insegnante di Cassiano: “Quando i demoni vedono che sei in fervente preghiera suggeriscono certe cose alla tua mente, dando l’impressione che ci siano delle priorità che richiedono la tua attenzione.  In un istante essi solleciteranno la tua memoria al riguardo e spingeranno la tua mente ad occuparsene”. (De oratione)

Non conosciamo questi ‘demoni’, questo vortice di pensieri infiniti, di desideri e preoccupazioni che incontriamo non appena cominciamo a meditare. Allora abbiamo bisogno del mantra come nostra “armatura” e l’aiuto degli angeli, della grazia, per continuare.

John Main ha avvertito – essendo molto consapevole dell’importanza e della difficoltà di distogliere l’attenzione da sé stessi – che l’essenza della disciplina era la perseveranza, sia che accada qualcosa o non accada nulla. Ha sottolineato che la meditazione è un cammino di fede perché egli ha visto che nella meditazione “dobbiamo lasciare noi stessi alle spalle prima che l’altro appaia e senza la garanzia preconfezionata che l’altro apparirà”. (come citato da Laurence Freeman in First Sight)

Anche l’autore de La Nube ci mostra come sia difficile la contemplazione. Lui menziona la frustrazione che nasce dal non sapere e non sentire nulla: “All’inizio è consueto non sentire altro che una specie di oscurità nella mente, o come se ci fosse una nuvola di inconsapevolezza. Ti sembrerà di non sapere nulla e di non sentire nient’altro che un nudo intento verso Dio nella profondità del tuo essere … ti sentirai frustrato perché la tua mente sarà incapace di afferrarlo, e il tuo cuore non apprezzerà la gioia del suo amore. Ma impara a sentirti a casa in questa oscurità. Torna ad essa il più spesso possibile, lasciando che il tuo spirito gridi a colui che ami “. (La nube 3)

Tutto ciò che possiamo fare è “battere su quella folta nube di inconsapevolezza con il dardo del desiderio amoroso e non smettere qualsiasi cosa accada.” (La nube 6)

Kim Nataraja

(Tutte le citazioni provengono dalla versione di “The Cloud of Unknowing” curata da William Johnston)