Insegnamenti settimanali del 29/4/2018 – Come J. Main ha imparato la meditazione?

Come John Main ha imparato la meditazione?

John Main fu introdotto alla meditazione al tempo in cui era in servizio nel British Colonial Service in Malesia. Durante quel periodo incontrò Swami Satyananda, fondatore della “Società della Vita Pura”, che visse una vita spirituale dedicata al servizio degli altri. John Main rimase molto colpito dalla serenità e dalla santità di questo monaco, e quando le questioni ufficiali furono terminate, essi iniziarono a parlare di preghiera, specialmente riguardo al modo in cui Swami ripeteva un mantra per l’intera durata della sua meditazione. Presto John Main si ritrovò a chiedere a Swami se lui, da cristiano, potesse imparare a pregare in questo modo.  Swami gli disse sorridendo che ciò avrebbe potuto solo renderlo un cristiano migliore!

Nel suo libro ‘Christian Meditation – The Gethsemani Talks’ John Main racconta che lo Swami sottolineava l’importanza di meditare ogni mattina e ogni sera per mezz’ora, dicendo: “Se sei serio e se vuoi radicare questo mantra nel tuo cuore allora questo è l’impegno minimo …. Durante il tempo della meditazione, nella tua mente non ci devono essere pensieri, niente parole, niente immagini. L’unico suono sarà il suono del tuo mantra, la tua parola. È come una nota armonica. E mentre suoniamo questa armonica dentro di noi, iniziamo a creare una risonanza. Quella risonanza poi ci conduce verso la nostra totalità … Cominciamo a sperimentare la profonda unità che tutti possediamo nel nostro essere. E poi le armoniche cominciano a costruire una risonanza tra te e tutte le creature e tutta la creazione e un’unità tra te e il tuo Creatore “.

Questo fu l’inizio del viaggio meditativo di John Main. La meditazione lo conduce al silenzio che porta alla preghiera contemplativa, alla preghiera profonda e silenziosa, e diviene il cardine della sua vita di preghiera e della sua intera esistenza, e infine lo porta a diventare monaco. A quel tempo la meditazione non era accettata come valida forma di preghiera cristiana, e vi dovette rinunciare diventando novizio, cosa che fece nello spirito dell’obbedienza benedettina. Ne sentì intensamente la mancanza, ma considerò tutto ciò come una forma di distacco: “Imparai a distaccarmi dalla pratica che mi era più sacra e sulla quale stavo cercando di costruire la mia vita. Invece imparai a costruire la mia vita su Dio stesso “. Molti anni dopo fu felicissimo di scoprire la pratica che gli era stata insegnata dallo Swami negli scritti di Giovanni Cassiano, un monaco cristiano, un padre del deserto del IV secolo DC. Lì lesse “la pratica di usare una singola breve frase per raggiungere l’immobilità necessaria alla preghiera”. Sentiva di essere “arrivato di nuovo a casa e tornato alla pratica del mantra “.

Egli fu un pioniere nel condividere questo modo di pregare in gruppi di meditazione, libri e ritiri, non solo con i monaci, ma con laici, giovani e meno giovani. Dopo la sua morte, assunse questo compito Laurence Freeman OSB divenendo la guida spirituale della Comunità; nel 1991 fondò la “Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana”.

Kim Nataraja