Insegnamenti settimanali del 2/6/2019 – Purificare le emozioni

Purificare le emozioni

Abbiamo visto l’importanza per la nostra crescitaspirituale delle virtù del pentimento e dell’umiltà.

Ma ci sono forti emozioni egocentriche che possono bloccare qualsiasi progresso. In uno dei suoi lavori più noti, “Praktikos”, Evagrio, il Padre del deserto per antonomasia, vissuto nel IV sec., maestro di Cassiano, tratta principalmente di questa grande difficoltà: “La vita ascetica è il metodo spirituale per purificare la parte affettiva dell’anima”. Anche se Evagrio si rivolgeva  ai problemi degli asceti che erano sotto la sua cura nel deserto egiziano, il suo consiglio è psicologicamente così saggio che può valere moltissimo anche alle persone comuni come noi che si trovano seriamente sul cammino spirituale.

Evagrio usa il termine “demoni” per i desideri egocentrici che ci dominano e che possono fomentare il nostro comportamento e tenerci focalizzati esclusivamente sul mondo materiale.  Gli uomini e le donne di oggi possono essere un po’ confusi dall’uso di questo termine, ma egli si riferisce a forti emozioni egocentriche che sono il risultato di profondi istintivi bisogni di sopravvivenza in quanto a sicurezza, potere, controllo e stima  che non abbiamo mai soddisfatto. L’ “ego” è il nostro istinto di sopravvivenza; ne abbiamo bisogno, ed è anche un grande valore, è un dono di Dio.  Abbiamo bisogno di questo istinto per affrontare i pericoli dell’ambiente in cui ci troviamo; la nostra esigenza di sopravvivenza deve essere soddisfatta in misura salutare. Ma se percepiamo questi bisogni come non raggiunti, specialmente a partire dalla prima infanzia, dobbiamo renderci conto di come questi naturali desideri possano essere distorti e crescere esageratamente e diventare forze  che inconsciamente e diabolicamente influenzano il nostro comportamento. Allora, raccomanda Evagrio, essi devono essere purificati e ritornare al loro naturale stato di equilibrio.

Secondo lui, il nostro compito consiste nell’identificare i nostri demoni personali. A questo scopo egli raccomanda prima di tutto l’uso della preghiera/meditazione che ci consente di aprirci all’aiuto di Cristo. Secondariamente egli incoraggia lo sforzo per arrivare all’auto-conoscenza che si raggiunge tenendo sotto controllo i pensieri.  Evagrio non ci chiede di guardare alle solite cose insignificanti che scorrono sulla superficie della nostra mente. Questo sarebbe senza senso e terribilmente noioso.  Egli si preoccupa dei pensieri profondi che sono espressione dei nostri bisogni non soddisfatti e dei desideri non purificati. Noi dobbiamo dare a questi pensieri e alle loro associazioni l’attenzione che meritano. Essi sono i soli indicatori che abbiamo per valutare ciò che veramente ci motiva verso il bene o verso il male.  Tuttavia questo lavoro che facciamo non è solo per noi stessi; purificando le nostre proprie emozioni, curati nelle nostre ferite, la corrente di amore puro  scorre attraverso il nostro vero sé senza ostacoli, con il risultato che noi ci apriamo agli altri e diventiamo più compassionevoli.

Sì, a volte la vita è davvero tutta una questione di sopravvivenza. Eppure, anche nelle più tremende circostanze, troviamo persone che non considerano il pericolo per sé stesse ed agiscono con integrità, amore e compassione.  Etty Hillesum, una mistica olandese morta in un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale, diede prova di sostegno e conforto amorevole verso tutti coloro che si trovavano là con lei, poiché ella vedeva l’essenza Divina in ogni individuo. “Una cosa sta diventando sempre più chiara per me: che Tu non ci puoi aiutare, che noi stessi dobbiamo aiutare Te.  E questo è tutto ciò che possiamo fare in questi giorni e anche ciò che veramente conta: che noi salviamo quel pezzo di Te, Dio, che è dentro di noi…Tu non puoi aiutare noi, ma noi dobbiamo aiutare Te e difendere la tua dimora in noi fino alla fine” (“Una vita interrotta”).

Lo scopo della nostra pratica meditativa non è liberarci dell’ego, ma aprire l’ego alla forza di guarigione dello Spirito, che ci aiuta a venire a contatto con “quel pezzo di Te, o Dio”.

Kim Nataraja