Insegnamenti settimanali del 21/7/2019 – La collera

La collera

I Padri e le Madri del Deserto ed i mistici di tutti i tempi sottolineano che la pratica fedele  dell’attenzione focalizzata  nella meditazione/preghiera conduce ad una consapevolezza più ampia, che è inizialmente una presa di coscienza del nostro ego ferito e di come i suoi condizionamenti arrivino a bloccare la nostra consapevolezza spirituale della Presenza di Cristo. Notiamo come la nostra risposta ad uno stimolo emotivo sia automatica. Inoltre, spesso dimentichiamo la causa che è in noi:

Un fratello in comunità era inquieto ed agitato  e spesso si arrabbiava. Allora disse: “Andrò a vivere da qualche parte da solo. E poiché non mi sarà possibile parlare o ascoltare nessuno, sarò tranquillo e la mia collera rabbiosa cesserà. “Uscì e andò a vivere da solo in una grotta. Ma un giorno riempì la sua brocca d’acqua, la mise a terra e all’improvviso si rovesciò. La riempì di nuovo e di nuovo cadde. Questo si ripeté una terza volta e in un moto di rabbia il monaco afferrò la brocca e la ruppe. Ritornato in sé capì che il demone della collera lo aveva preso in giro, e disse: “Tornerò alla comunità. Dovunque sia, nel luogo in cui viviamo, abbiamo bisogno di impegno e pazienza e soprattutto dell’aiuto di Dio”.

Questa storia ci insegna quanto sia essenziale avere la percezione delle nostre reazioni abituali e quanto siano utili sia la solitudine che i rapporti con gli altri a tale riguardo. Ma senza la grazia e il silenzio di regolari periodi di meditazione non arriveremmo a sentire l’intuitiva voce interiore del ‘sé’ che ci offre uno sguardo sulle radici condizionate del nostro  comportamento presente. Diventiamo consapevoli del fatto che queste risposte nascoste sono state determinate in un particolare momento e luogo e spesso non sono più rilevanti. Un atteggiamento di distacco dal comportamento dell’ego, un tenersi leggermente in disparte, crea un divario tra stimolo e risposta, un divario in cui possiamo fare delle scelte su come reagire. Questa è la vera libertà. Siamo in grado di infrangere l’inesorabile inevitabilità del nostro comportamento; lo schema fisso può essere sbloccato, le abituali strutture difensive possono essere rimosse ed è possibile una risposta creativa libera.

Come per quel monaco della storia, le nostre risposte più usuali sono spesso la rabbia o l’altra faccia della stessa medaglia – la depressione. Ciò si evidenzia negli insegnamenti descritti dalla Tradizione Desertica sul “Demone della collera”. Gli eremiti del deserto ritenevano che un modo di affrontare l’automatica irosa ed irritata risposta agli insulti degli altri, fosse la virtù dell’umiltà. Mi ricorda una storia Zen: “Un eremita che viveva nella foresta vicino ad un villaggio, un giorno si trovò di fronte ad una folla inferocita di abitanti che lo accusavano di aver messo incinta una giovane. “Ma davvero ?” Fu tutto ciò che disse. Prese la ragazza con sé e ne ebbe cura. Dopo qualche tempo la ragazza tornò al villaggio e confessò ai suoi genitori di aver mentito; il figlio del vicino, che lei amava, era il padre del bambino. Gli abitanti del villaggio tornarono dall’eremita e gli raccontarono la storia, scusandosi profondamente. Tutto quello che disse fu: “Ma davvero ?”

 Kim Nataraja