Insegnamenti settimanali del 10/2/2019 – La tradizione contemplativa

La tradizione contemplativa

Che la meditazione, la preghiera contemplativa, sia autenticamente cristiana si può anche percepire dal fatto che in molte tradizioni cristiane la preghiera silenziosa è al  centrale del culto. Nella tradizione carmelitana, Santa Teresa d’Avila, nei primi vent’anni del suo viaggio spirituale, è stata molto influenzata da un libro devozionale popolare del tempo chiamato il “terzo abeccedario spirituale” di Francesco d’Osuna, monaco francescano, che raccomanda di pregare ripetendo una frase spirituale. Sotto la sua guida, è passata dalla preghiera discorsiva ad una preghiera di quiete e addirittura, come dice Teresa, alla preghiera di unione. Queste modalità di preghiera sono caratterizzate da una crescente profondità del silenzio interiore e dell’immobilità. È un modo di aprire il cuore a Dio nella preghiera.

La ‘Preghiera di Gesù’, che divenne nota in occidente nel XIX secolo attraverso un libro incantevole ‘la via di un pellegrino‘ di autore anonimo russo, è la continuazione della tradizione di preghiera nella Chiesa cristiana ortodossa orientale nota come ‘Preghiera del cuore’. Ancora una volta, l’enfasi è sulla ripetizione di una frase di preghiera che conduce al silenzio interiore e alla solitudine. Sia questa tradizione che quella che John Main ha riscoperto per noi negli scritti di Giovanni Cassiano, si basano sugli insegnamenti dei Padri del deserto, in particolare di Evagrio Pontico, fonte importante ed ispirazione per entrambi.

Nell’Inghilterra del XIV secolo è ‘la Nube della non conoscenza’, anch’essa di un autore anonimo, a raccomandare la stessa modalità per pregare. L’autore invita a ‘penetrare nel cuore di Dio con un dardo ardente d’amore‘. Per fare questo abbiamo bisogno di concentrare tutto il nostro amore e attenzione su una parola. Egli suggerisce di usare una parola di una sillaba come “Dio” o “Amore”, che esprime l’intenzione del nostro cuore. Il movimento di Thomas Keating, Centering Prayer [Preghiera di centratura], trae ispirazione da questo libro. L’autore de ‘la Nube della non conoscenza’ esprime ciò che è dietro tutto l’insegnamento della mistica cristiana tradizionale, cioè dobbiamo lasciar andare i pensieri concentrandoci sulla nostra parola: ‘fissala nella mente in modo che rimarrà lì in qualsiasi circostanza’. O come John Main diceva sempre: ‘Semplicemente ripeti la tua parola’ .

Tutte le guide spirituali menzionate fanno parte di quella che è conosciuta come la tradizione mistica di ‘via negativa’, in cui Dio è inconoscibile e non esprimibile per i nostri limitati poteri razionali. Perciò dobbiamo lasciar andare il pensiero, tutti i pensieri, sia di cose mondane che spirituali, per diventare più aperti a lui e ascoltare profondamente la ‘voce ancora piccola’. L’enfasi è sull’Amore, sull’amorevole e  fedele ripetere la tua preghiera. Le differenze nel nostro tempo tra, per esempio, la tradizione carmelitana, la “Centering Prayer” e La Comunità mondiale per la meditazione cristiana sono molte meno delle corrispondenze tra le nostre rispettive vie di preghiera. Possiamo trarre la nostra ispirazione da fonti diverse, ma siamo tutti impegnati a ricongiungere le persone sul cammino spirituale con un modo di pregare autentico che conduce al silenzio e alla consapevolezza della presenza di Dio nel nostro cuore.

Kim Nataraja