Insegnamenti settimanali del 2 /12/2018 – Le radici della mistica cristiana. Introduzione

Le radici della mistica cristiana. Introduzione

In un tumulo neolitico costruito cinquemila anni fa nella contea di Meath in Irlanda si può osservare una fase decisiva nello sviluppo della coscienza umana. Solo il seppellimento reverenziale di resti umani segna una svolta nell’autocoscienza e nel rispetto di sé. Il mistero della vita è in qualche modo nascosto e rivelato nella morte. Le ossa, probabilmente non quelle di chi nel clan si occupava di cibo e pulizie, erano depositate nel cuore oscuro della costruzione coperta di quarzite. A pochi metri sopra l’ingresso del complesso, una angusta apertura conduce in uno stretto tunnel, la cui altra estremità si apre nella profonda oscurità del nucleo. L’uomo moderno ha toccato la mente dei suoi antenati quando gli archeologi hanno scoperto lo scopo, se non il significato, dell’apertura. Al solstizio d’inverno i primi raggi del sole del Nuovo Anno, che nasce dalla sua stessa morte, toccano il passaggio di pietra e raggiungono il nucleo oscuro, disperdendo l’oscurità  con la luce per diversi minuti.

Fortunati sono coloro che ogni anno si affollano nella camera interna sperando in una mattinata limpida. La sensazione di resurrezione e illuminazione deve essere molto forte e un sacro timore reverenziale deve unirli. Potrebbe tuttavia essere un uso poco rigoroso  del linguaggio definirla un’esperienza mistica. L’esperienza mistica può essere espressa solo in una o più delle forme proteiformi del linguaggio umano – come l’architettura, la liturgia, l’arte, la filosofia, la sessualità. Ma di per sé il misticismo è la coscienza diretta di ciò che è immediatamente presente e tuttavia per sempre ineffabile. Non abbiamo idea delle credenze di coloro che hanno calcolato e calibrato così accuratamente il tumulo di New Grange. Ma comunque essi capivano le proprie convinzioni e, anche se non potevano analizzarle, non si trattava di copie di copie. Sono state frutto di esperienza diretta.

L’esperienza mistica è conosciuta attraverso i suoi frutti, ma non è soggetta essa stessa all’analisi. Non si può analizzare il veramente semplice – ma lo si può conoscere. Gesù che visse e parlò interamente dall’interno dell’esperienza del ‘Padre’ disse questo del ‘Regno di Dio’ che è il tempo cristiano. ‘Non puoi dire quando arriverà il regno di Dio sulla base dell’osservazione.’ Dato che tutto ciò è così sfuggente, non sorprende che noi optiamo prontamente per ciò che sembra senso comune e sostituiamo la fotografia alla cosa reale, il concetto all’esperienza. Immagini e pensieri sono oggetti che si possono etichettare e controllare, mentre Dio, come diceva Sant’ Ireneo, è una realtà che non possiamo mai conoscere come un oggetto, ma che conosciamo solo attraverso la partecipazione alla sua stessa conoscenza di sé. Dopo la sua maratona intellettuale, mentre sedeva nella grande cattedrale della sua Summa, un giorno Tommaso d’Aquino durante la celebrazione della messa ebbe un’esperienza che fece esplodere il suo universo mentale. Tutto ciò che aveva scritto, disse, era come paglia e fu contento di vederlo bruciato. Nella scolastica che ha generato, raramente si sente parlare di questa vera conclusione delle sue fatiche o della sua rilevanza per noi che lo studiamo.

Agostino disse: ‘se puoi capirlo, non è Dio’. Questo può sembrare contraddire molte altre cose che egli disse, ma in realtà rivela il regno fertile del paradosso al cuore della fede. Ecco un archetipo che si ritrova in due tipi complementari di espressione religiosa: la catafatica, che procede dicendo cose vere su Dio, e l’apofatica, che nega tutto ciò che può essere detto su Dio perché Dio è oltre il pensiero. Ragione e fede non sono in contraddizione, ma non sono la stessa cosa. Un’identità cristiana equilibrata e matura richiede una certa competenza in entrambe. Ogni cristiano oggi deve essere in grado di gestire questo paradosso. Questo è ciò che intendeva Karl Rahner quando disse che il cristiano del futuro sarà mistico o non sarà.

Il frutto dell’ineffabilmente mistico è l’ordinariamente contemplativo. La vita viene cambiata, non fatta terminare dall’esperienza di Dio, benché sia una specie di separazione-morte o anche di unione-coniugalità.  Contemplazione è un termine più facile da usare rispetto a misticismo, perché si riferisce non solo a un’esperienza particolare, ma anche a un modo di vivere goduto al momento. Gioia è la chiave per capirlo e viverlo. D’Aquino pensava alla contemplazione come al semplice godimento della verità. La vita contemplativa è la chiamata del vangelo e l’obiettivo di ogni religione che non si isola dall’esperienza diretta di Dio, come le religioni possono fare.

Il rinnovamento delle religioni assume periodicamente molte forme: strutturale, simbolica, intellettuale e liturgica. Il cristianesimo sta passando un periodo di riforme radicali e di riallineamento alla cultura moderna, la cui caratteristica principale è il continuo cambiamento. Nelle società tradizionali, come quelle basate sui cicli agricoli, la vita si ripete e si adatta a un certo tipo di religione istituzionale che celebra i raccolti e prega al tempo della semina. Per la maggior parte della gente moderna – certamente non tutti i viventi oggi sono moderni in questo senso – questo tipo di religione ha valore come simbolismo, ma non collega l’esperienza quotidiana al grande mistero. Non ricorda loro il mistico, né li aiuta a vivere in modo contemplativo. Non sorprende che le masse urbane non trovino la religione ‘tradizionale’ o ‘istituzionale’ molto significativa. I leader religiosi tendono ad attribuire questo fatto alla intrinseca peccaminosità della gente e alla malvagità del mondo. Ma quali sono le cause e quali sono i sintomi?

Alcuni leader cattolici pensano che il problema risieda nella liturgia che ha perso la sua qualità ‘mistica’ nel passaggio dal canto Gregoriano alla chitarra folk. Allo stesso modo dei politici, che attribuiscono alla criminalità l’erosione dei valori familiari. Se solo fosse così semplice. È vero che la maggior parte delle funzioni religiose hanno un tono funebre piuttosto che nuziale, ma ciò si può sanare per decreto tanto quanto si può legiferare sui valori familiari?

Recentemente sono andato ad una liturgia parrocchiale domenicale e mi sono commosso e mi sono sentito stimolato grazie all’atmosfera e all’estetica nel suo insieme, nonché per l’energia e l’impegno dei parrocchiani ai quali era stata consegnata una reale autorità. Mi sono seduto con il prete nella sua stanza mentre tutta questa attività andava avanti. Era rilassato, felice e umoristicamente autoironico. Ai miei complimenti, egli rispose di essere solo il punto fermo attorno al quale girava la vita parrocchiale. Entrambi sapevamo che quel punto fermo era certamente in lui, ma non lui. Il verso del salmo stava chiaro nella sua mente: fermati e sappi che io sono Dio.

La situazione religiosa oggi è complessa e volatile. Forse è per questo che c’è un tale interesse per la tradizione mistica e una ricerca dei modi più semplici per vivere una vita contemplativa. Tre anni fa il Centro di Meditazione Cristiana di Londra ha lanciato un corso annuale di lezioni settimanali su ‘Le radici della mistica cristiana’, che ora si ripete ogni anno e si è diffuso in altri paesi. Soddisfa la sete di un altro tipo di conoscenza spirituale. Le persone ascoltano dal pulpito troppi moralismi, troppi allarmi e minacce, troppe banalità. La rinascita buddista in occidente parla di un’esperienza senza dogmi. La sua attrazione sta nel fatto che non si basa sulla ‘fede’. Questo non è del tutto vero, ma tale percezione è comunque rivelatrice. Il Cristianesimo, al contrario, tiene caro il dogma e crede che ‘la fede salva’, anche se fa una distinzione tra fede e credenza. Ma come disse D’Aquino, anche nei suoi giorni di pre-illuminazione, noi adoriamo Dio, non il dogma.

Nella convinzione che una conoscenza ben informata della tradizione mistica cristiana possa aiutare i cristiani contemporanei a vivere più gioiosamente le loro crisi e portarli a vivere una vita più contemplativa, stiamo iniziando un “Corso Radici” nelle ‘Lettere dalla Scuola Internazionale’. Ogni settimana offrirà un’introduzione a un importante insegnante o gruppo di insegnanti spirituali e suggerirà linee per un’esplorazione più approfondita. Come si conviene alla tradizione mistica Cristiana, iniziamo con il Maestro stesso.

Laurence Freeman OSB