Insegnamenti settimanali del 18 febbraio 2018 – anno 5 n. 45

Dio è nel silenzio e nell’Adesso

Quando a volte raggiungiamo, sebbene fugacemente, il silenzio interiore, diventiamo consapevoli della presenza di Dio provando una sensazione di pace e di amore. Abbiamo lasciato alle nostre spalle tutti i pensieri che ci tengono incatenati al passato e al futuro, e arriviamo all’Adesso, al momento presente. Come diceva Meister Eckhart: “Tutti coloro che vogliono diventare sensibili alla più alta Verità … devono essere … disinteressati al ‘prima’ e al ‘dopo’, non ostacolati dai propri successi, liberi dall’influenza di qualsiasi idea abbiano capito, innocenti e liberi …. c’è solo un Adesso. Guarda!”

Al giorno d’oggi per molti ‘vivere nel momento presente’ sembra un consiglio ‘New Age’. Molti hanno sentito parlare di questo modo di essere in libri tipo ‘Il potere di Adesso’ di Eckhart Tolle. Ma non si tratta di ‘New Age’, è un antichissimo insegnamento delle principali tradizioni religiose e sapienziali. L’insegnamento di John Main sulla meditazione, con il suo consiglio di lasciare andare i pensieri e le immagini e focalizzare l’attenzione sulla propria parola-preghiera, che conduce al silenzio interiore e quindi al momento presente, è una disciplina ben consolidata proveniente dai Padri e dalle Madri del Deserto, che hanno basato la loro vita di preghiera sull’insegnamento di Gesù. I pensieri che abbandoniamo durante la meditazione / preghiera sono ‘pensieri ansiosi’ sul futuro, oppure le ansie che vengono dal passato, cose che veramente oscurano il momento presente. Ascoltiamo le parole di Gesù in Matteo 6,25: “Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?”  Solo lasciando alle spalle i nostri pensieri possiamo raggiungere il punto in cui l’umano tempo ordinario e la Divina eternità si intersecano, come espresso meravigliosamente da T.S. Eliot nei ‘Quattro Quartetti’:

La curiosità umana indaga passato e futuro
E si attiene a questa dimensione. Ma percepire
Il punto di intersezione del senza tempo
Con il tempo, è un’occupazione da santi.

Per gran parte di noi, c’è solo il momento isolato,
il momento che sta dentro e fuori del tempo,
Una musica udita così intimamente
Da non sentirla affatto, ma voi siete la musica
Finché essa dura.

Questi sono solo accenni e congetture,
accenni seguiti da congetture;
e il resto è preghiera,
devozione, disciplina, pensiero e azione.
E la giusta azione è una libertà dal passato come pure dal futuro.

Anche Sant’Agostino ha meditato sul significato del tempo nelle ‘Confessioni’ (Libro XI 17): “Che cosa è dunque il tempo? … in quanto ai due tempi passato e futuro, in qual modo essi esistono se il passato non è più e il futuro non è ancora? In quanto poi al presente, se sempre fosse presente e non scorresse nel passato, non sarebbe più tempo, ma eternità.” Poco più avanti nello stesso capitolo giunge alla conclusione: “Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: il presente delle cose passate, il presente delle cose presenti, e il presente delle cose future…memoria…. attenzione …  attesa.”

Dunque tutto è solamente Adesso, il momento presente. Sono i nostri pensieri che separano il tempo in passato e futuro, oscurando il momento presente e perciò la Realtà Divina. Non solo Gesù e gli eremiti del Deserto ma anche i mistici cristiani di ogni tempo hanno messo in evidenza l’importanza del legame che esiste tra il momento presente e la presenza del Divino. Abbiamo ascoltato le parole di Meister Eckhart nate dalla sua esperienza spirituale. L’importanza del legame tra il momento presente e la Realtà Divina che è Amore è molto chiara nella preghiera di Bernardo di Chiaravalle: “Padre aiutami a capire che l’adesso è eternità e che c’è solo la dimensione dell’Adesso nella quale risvegliarsi al Tuo inestinguibile amore che non mi abbandonerà mai. Allontana da me ogni evasione e rinvio, così che possa in questo stesso momento abbandonare il mio cuore a te”.

È importante essere nel momento presente non solo nella preghiera ma anche nella vita di tutti i giorni. Il maestro vietnamita buddista Thich Nhat Hahn enfatizza l’importanza di mantenere l’attenzione sul momento presente in tutto ciò che facciamo.  Per illustrarlo, riporta un racconto di Tolstoj su un re: ‘Un re chiese ad un uomo saggio di rispondere a tre domande: ‘Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa? Quali sono le persone più importanti con cui farlo? Qual è la cosa più importante da fare in qualunque momento?’ La risposta che egli diede fu inaspettata, forse soprattutto per gente della nostra epoca:’ Il momento più importante è adesso; la persona più importante è sempre quella con cui sei adesso; la cosa più importante da fare è rendere felice la persona che ti sta accanto’.  L’Amore per gli altri e per il Divino diventa possibile perché prestando attenzione accediamo al silenzio interiore e incontriamo il nostro vero sé, una scintilla del Divino.

Kim Nataraja