Insegnamenti settimanali del 16/6/2019 – Le radici della meditazione cristiana

Le radici della meditazione cristiana

Ci siamo soffermati su alcuni aspetti essenziali della meditazione.

Tutti basati sugli insegnamenti della Chiesa primitiva, dei Padri e delle Madri del Deserto e specialmente su quelli di Evagrio, il maestro di Cassiano, e uno dei più influenti Padri del Deserto. Ma cosa indusse i primi cristiani ad andare verso il deserto nel IV secolo, dapprima vicino ad Alessandria e più tardi in Palestina e in Siria?

Era il desiderio di condurre una vita cristiana autentica, basata sugli insegnamenti di Gesù e quindi sulla preghiera contemplativa profonda. Ma seguire Cristo nella verità, era anche visto come seguirlo nella sua morte; il ‘martirio’ costituiva una ragione importante. “La vita di San Pacomio” descrive l’effetto che i martiri ebbero sulla fede dei Cristiani e sulla vita che essi volevano vivere: “La fede aumentò moltissimo nelle chiese in tutte le terre e cominciarono ad apparire monasteri ed eremitaggi, perché coloro che furono i primi monaci avevano assistito alle prove dei martiri.”

Con l’adozione del Cristianesimo da parte di Costantino, la persecuzione terminò. Coloro che sceglievano di ritirarsi nel deserto, vedevano il fatto di andare, appunto, nel deserto e rinunciare a tutto ciò che nella vita era considerato essenziale – famiglia, matrimonio, una funzione attiva nella società, la proprietà privata – come una modalità alternativa di martirio, un martirio “bianco”, paragonato al “martirio rosso” dei veri e propri martiri.

Inoltre, Costantino finanziava la costruzione di Chiese e sosteneva i vescovi economicamente, un fatto che cambiò il carattere globale della Chiesa antica. Il numero dei cristiani praticanti salì nei decenni successivi da 3 a 30 milioni. Essere un cristiano stava diventando piuttosto vantaggioso.

San Giovanni Crisostomo espresse con grande forza la sua costernazione nei confronti di questo cambiamento nell’opera “Omelie in Efeso”: “Enormi flagelli si sono abbattuti sulle chiese apportando danni incredibili. I principali uffici sono diventati oggetto di compravendita. Benessere eccessivo, potere enorme e lusso stanno distruggendo l’integrità della Chiesa.”

Gruppi di cristiani impegnati non furono soltanto turbati dalla mutata posizione della cristianità, ma anche inorriditi dalla crescente decadenza della società: “La società era considerata (dai Padri del Deserto) come il relitto di un naufragio da cui ogni uomo deve fuggire per aver salva la vita”. (Thomas Merton)

Questo costituì un ulteriore motivo per andare a vivere secondo l’insegnamento del vangelo nella solitudine del deserto d’Egitto, secondo la regola di San Paolo: “Non conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente.” (Romani 12:2)

Comunque, il bisogno di ritirarsi e rafforzare la propria pratica spirituale non era soltanto una reazione alla situazione in cui i primi Cristiani si trovarono a vivere; sembra anche essere un naturale sviluppo che si verifica con l’andar del tempo.

Kim Nataraja