Insegnamenti settimanali del 15/4/2018 – Che cos’è la preghiera?

Che cos’è la preghiera?

Una definizione molto antica di preghiera la descrive come “l’elevazione del cuore e della mente a Dio”. Che cos’è la “mente”, che cos’è il “cuore”? La mente è ciò che pensa, pone domande, pianifica, si preoccupa, fantastica. Il cuore è ciò che sa – ama. La mente è l’organo della conoscenza, il cuore è l’organo dell’amore. La consapevolezza mentale deve alla fine cedere il passo ed aprirsi a quel modo più pieno di conoscere che è la consapevolezza del cuore. L’amore è la conoscenza completa.

La maggior parte della nostra educazione alla preghiera è tuttavia limitata alla mente. Fin da piccoli ci hanno insegnato a recitare le preghiere, a chiedere a Dio ciò di cui altri o noi stessi abbiamo bisogno. Ma questa è solo metà del mistero della preghiera.

L’altra metà è la preghiera del cuore dove non pensiamo a Dio, non gli parliamo o non gli chiediamo qualcosa. Siamo semplicemente con Dio che è in noi nello Spirito Santo che ci è stato donato da Gesù. Lo Spirito Santo è l’amore, la relazione di amore che fluisce tra il Padre e il Figlio. È questo Spirito che Gesù ha soffiato nel cuore di ogni essere umano. La meditazione allora è la preghiera del cuore che ci unisce all’umana coscienza di Gesù nello Spirito. “Nemmeno sappiamo come pregare ma lo Spirito stesso prega Dio dentro di noi” (Romani 8, 26).

Lo Spirito Santo nella Chiesa contemporanea, specialmente dopo il Concilio Vaticano II nei primi anni ’60, ci ha insegnato a recuperare questa diversa dimensione della preghiera: “Cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, con la contemplazione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro attraverso l’intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali”. (Vaticano II, Documento sulla Divina Rivelazione, cap. 2, 8). I documenti del Concilio sulla Chiesa e sulla liturgia enfatizzano il bisogno di sviluppare “un orientamento contemplativo” nella vita spirituale dei cristiani di oggi. Tutti sono chiamati alla pienezza dell’esperienza di Cristo, qualunque sia la loro scelta di vita.

Questo significa che dobbiamo muoverci oltre il livello della preghiera mentale: parlare con Dio, pensare a Dio, avanzare richieste a Dio secondo I nostri bisogni. Dobbiamo andare nel profondo, dove Gesù stesso sta pregando nei nostri cuori, nel profondo silenzio della sua unione con il Padre nostro nello Spirito Santo.

La preghiera contemplativa non è prerogativa di monaci e suore né di speciali categorie di mistici. È una dimensione di preghiera alla quale tutti siamo chiamati. Non si tratta di esperienze straordinarie o di stati alterati di coscienza. È ciò che Tommaso d’Aquino ha chiamato “semplice godimento della verità”. William Blake parlava della necessità di “ripulire le porte della percezione” per poter vedere ogni cosa così come veramente è: infinita.

Tutto questo riguarda la coscienza contemplativa vissuta nella vita ordinaria. La meditazione a questo ci conduce, ed è parte dell’intero mistero della preghiera nella vita di tutti quelli che cercano la pienezza dell’essere.

Estratto da: Laurence Freeman OSB Christian Meditation – You Daily Practice