Insegnamenti settimanali del 10/6/2018 – L’universalità della meditazione

L’universalità della meditazione

La meditazione è una disciplina spirituale universale che troviamo nella maggior parte delle religioni e tradizioni sapienziali del mondo. Esistono molte forme differenti di meditazione nelle varie tradizioni, tutte ugualmente valide a loro modo. Ciò che le accomuna è l’enfasi data alla pratica e all’esperienza, piuttosto che alla conoscenza e alle strutture delle convinzioni religiose.

La meditazione è un’autentica disciplina anche nel cristianesimo, benché a volte sembri il segreto meglio tenuto nascosto al mondo. Come ricorda sempre Laurence Freeman, Gesù ha insegnato la contemplazione ed è la ragione per cui questa forma di preghiera prosperò specialmente nel IV secolo tra i Padri e le Madri del deserto egiziano, i quali modellarono la loro vita sull’esempio di Gesù. Giovanni Cassiano ha raccolto i loro insegnamenti nel suo libro Conferenze. E’ leggendo questi scritti che John Main OSB, un monaco benedettino, ha riscoperto tale tradizione per trasmetterla alla nostra epoca e offrirla a tutti noi contemporanei chiamandola Meditazione Cristiana. Non è solamente la forma di preghiera dei Padri e delle Madri del deserto, ma anche quella degli innumerevoli mistici cristiani di tutte le epoche fino ai giorni nostri. E’ inoltre una forma di preghiera usata ben prima della Riforma e prima della separazione tra il cattolicesimo romano e il cristianesimo ortodosso orientale. E’ dunque un meraviglioso modo ecumenico di pregare insieme.

Non dobbiamo dimenticare che tutte le forme di preghiera sono valide. Secondo Padre Laurence “la meditazione è la dimensione smarrita di molta vita cristiana oggi. Non esclude altri tipi di preghiera; in realtà, rende più profondo il rispetto per i sacramenti e le Scritture”. Egli spiega la connessione tra tutte le diverse forme di preghiera attraverso l’immagine di un’antica ruota di legno:

“Lo scopo di una ruota è far avanzare un carro. La preghiera è la ruota che fa avanzare spiritualmente la nostra vita verso Dio. Per girare, la ruota deve essere in contatto con il terreno. Se la ruota non tocca il suolo, non può far muovere il carro; la ruota girerà a vuoto. Allo stesso modo, ci deve essere un tempo reale e un luogo reale nella nostra vita quotidiana da dedicare alla preghiera.

 I raggi della ruota rappresentano le diverse forme di preghiera. Tutte le forme di preghiera sono valide ed efficaci. Abbiamo l’Eucarestia, la preghiera di intercessione, i sacramenti, la lettura delle Scritture e le devozioni personali.

 Ciò che tieni i raggi insieme e permette alla ruota di girare è il mozzo. I raggi convergono verso il mozzo. Possiamo pensare al mozzo come alla preghiera di Gesù che dimora nel nostro cuore. Il centro della ruota è immobile. Senza il punto fisso al centro, la ruota non può girare.

 La meditazione consiste nel raggiungere l’immobilità al centro del nostro essere.  Quando meditiamo, entriamo in quella centrale immobilità che è la sorgente di tutte le nostre azioni, di tutti i nostri movimenti verso Dio attraverso Cristo che è in noi. Il movimento della ruota richiede immobilità al centro. Questa è la relazione tra azione e contemplazione”.

 Kim Nataraja