Anno 2 n. 43 Insegnamenti settimanali 4 gennaio 2015

Pensieri ‘perversi’

Evagrio ha avuto profonde intuizioni psicologiche sul funzionamento della mente umana.

Il fatto che le intuizioni scaturite da pensieri attentamente presi in esame siano essenziali per cambiamenti e trasformazioni, è qualcosa che è stato riscoperto solo nel XIX sec. con Freud e Jung. Oggigiorno si tratta di una ipotesi di lavoro normalmente accettata dalla maggior parte di psicoterapeuti e analisti. Molti dei detti di Evagrio non sarebbero fuor di luogo in un moderno manuale di psicoterapia.

Nei suoi insegnamenti sul “fare attenzione ai pensieri” classifica i seguenti pensieri perversi o demoniaci come quelli più importanti: “ci sono otto categorie generali e basilari di pensieri che comprendono tutti i tipi di pensiero”. Il primo è la cupidigia, poi impurità, avarizia, tristezza, ira, accidia, vanagloria e ultimo l’orgoglio.” Abbiamo parlato in una lettera precedente del “demone dell’accidia” , aridità spirituale che ci fa pensare: “a che serve ?” oppure “non succede mai nulla” e che cerca di impedirci di perseverare sul cammino della meditazione. I peggiori pensieri sono cupidigia, avarizia e ricerca di considerazione: “Fra i demoni che si oppongono in noi alla pratica della vita ascetica, ce ne sono tre gruppi che combattono in prima linea: quelli che riguardano gli appetiti della cupidigia, quelli che ci suggeriscono pensieri di avarizia, e quelli che ci spingono a ricercare la considerazione degli uomini. Tutti gli altri demoni vengono dopo e a loro volta attaccano chi è già stato ferito dai demoni dei primi tre gruppi”. E’ facile rendersi conto di quanto questi “demoni” siano rampanti ai giorni nostri !

“Cupidigia” quindi è all’inizio di tutto l’intero processo e si applica ad ogni aspetto della vita, non solo al cibo; la si considera una forma di ossessivo attaccamento a qualsiasi cosa, incluse le capacità fisiche ed intellettuali, conoscenza e possesso di beni materiali, per quanto scarsi essi possano essere. Si può anche estendere a rapporti sessuali, donde la “non-castità”. La cupidigia era veramente considerata come attitudine generale dell’essere smoderati; così, nella vita ascetica, si poteva collegare più al digiuno estremo piuttosto che al mangiare troppo. E ancora , il pericolo era che tutto finisse sotto i demoni di “vanagloria” e di ”orgoglio”. Abba Isidoro il prete disse,”se digiuni regolarmente, non ti gonfiare di orgoglio, ma se ti consideri molto per questo, allora faresti meglio a mangiare carne. Per un uomo è meglio mangiar carne che gonfiarsi di orgoglio e glorificare se stesso. “

Preoccuparsi di cibo e digiuno poteva non solo avere a che fare con “orgoglio” ma anche con “avarizia”. L’asceta può non voler rompere il digiuno e condividere il suo cibo con un fratello in cerca di aiuto per la preoccupazione di non avere abbastanza da mangiare per mantenersi in salute. Così facendo, ha infranto la virtù importantissima di offrire ospitalità.

“Tristezza” e “ira” sono considerati demoni correlati. Evagrio non intende per “tristezza” il dolore autentico o la depressione, ma quella tristezza che deriva da desideri frustrati. Ciò si accompagna spesso alla rabbia verso coloro che hanno le capacità o i beni che gli asceti invidiano.

“Disordini” o “pensieri perversi di vanagloria” e “orgoglio” sono considerati da Evagrio come i demoni più pericolosi, anche quando l’asceta è abbastanza avanti nel suo cammino: “lo spirito di vanagloria è il più sottile e rapido a svilupparsi nelle anime di coloro che praticano la virtù. Li porta a desiderare di render pubblico il loro sforzo, e di andare a ricercare la considerazione degli uomini… Il demone dell’orgoglio causa le cadute più dannose per l’anima. Induce il monaco a negare che Dio è il suo aiuto e a pensare a sé stesso come ragione delle sue azioni virtuose.”

Questa forma discorsiva di meditazione, “fare attenzione ai pensieri”, è elemento essenziale sul cammino spirituale che porta alla conoscenza di sé e alla conoscenza della Presenza Divina

Kim Nataraja