Anno 1 n 47 Insegnamenti settimanali 26 gennaio 2014

 L’ importanza della preparazione

Sappiamo per esperienza che meditare non è facile.

E ci rendiamo le cose ancora più difficili quando ci aspettiamo di poter staccare la spina e immergerci nel silenzio , subito dopo essere stati occupati a parlare al telefono , ad ascoltare la radio o guardare la televisione . Cassiano sottolinea che: ‘Qualsiasi cosa stesse pensando la nostra anima prima del momento della preghiera, quella cosa ci si ripresenterà inevitabilmente quando preghiamo in quanto risultato dell’attività della memoria’ . Abbiamo bisogno quindi di inserire un periodo per calmarci, creare una parentesi di silenzio esterno , soprattutto prima della nostra meditazione serale . Cassiano continua dicendo che “dobbiamo quindi prepararci prima del momento della preghiera per essere quelle persone raccolte in preghiera che vorremmo essere.” Questa è l’essenza: dobbiamo essere una ‘persona raccolta in preghiera’ non solo nel momento che precede la nostra meditazione e durante la nostra meditazione, ma nella vita quotidiana nel suo complesso . Questo implica un atteggiamento diverso nei confronti della vita , semplificando le nostre necessità e i nostri desideri , in altre parole, semplificando la nostra vita in generale , in modo che nulla possa distrarci allontanando la nostra attenzione dal Divino .

A parte quanto già detto , un altro elemento essenziale per la preparazione ad una profonda preghiera silenziosa è la purificazione interiore , che mira a ciò che i Padri e le Madri del Deserto chiamavano ‘ la purezza del cuore ‘ . Per Cassiano , come per il suo maestro Evagrio , la pratica spirituale comporta la purificazione dei ‘ cattivi pensieri ‘ o come dicono anche ‘la pulizia delle emozioni’. Con questo intendevano la purificazione dei propri desideri egocentrici, le emozioni scomposte causate dall’ego ferito . Il consiglio che Evagrio da’ ai suoi discepoli è quello di reindirizzare , educare e trasfigurare questi desideri attraverso l’attenzione così che non possano esser più alla mercè di emozioni sproporzionate , che offuscavano la loro percezione della realtà e impedivano di vedere il Divino . Thomas Merton spiega: ‘ Quello che i padri hanno cercato più di ogni cosa era il proprio vero sé in Cristo . E per far ciò hanno dovuto rifiutare completamente il sé falso e formale prodotto dalla costrizione sociale nel ‘mondo’ . La meditazione è la chiave : essa ci porta ad intuire come le nostre ferite si manifestano nei nostri bisogni compulsivi : la nostra avidità , la nostra invidia, il nostro desiderio di stima , potere e controllo . La meditazione è la nostra arma più importante, poiché essa attrae lo Spirito Santo, che ‘ ha compassione della nostra debolezza e, sebbene impuri, viene spesso a visitarci . Se trova il nostro spirito in preghiera per amore della verità egli discende in noi e dissipa l’intera armata di pensieri e ragionamenti che lo affligge ‘ . ( Evagrio ) La preghiera / meditazione dunque porta naturalmente alla trasformazione e alla guarigione dell’ego ferito.

L’insegnamento dei Padri e delle Madri del Deserto si è fondato profondamente sulla Scrittura . Gesù sottolinea che sono i nostri pensieri , i nostri pensieri “cattivi” che ci impediscono di vivere nella Presenza di Dio : ” Pensieri malvagi … tutto deriva dal cuore, e queste sono le cose che contaminano l’ uomo .’ Egli dice che è necessaria la purificazione interiore: ” Prima pulisci l’interno della tazza, poi anche l’esterno sarà pulito ‘. Allo stesso tempo, ci viene detto che quando davvero perseveriamo ” la porta sarà aperta” ( Matt 7 : 8 . ) Ci renderemo conto della Presenza Divina nel nostro cuore .

Kim Nataraja