Insegnamenti settimanali 25 marzo 2018 – Anno 5 n. 50

Il messaggio particolare del Vangelo di Tommaso

In molte occasioni ho detto che una fedele perseveranza nella nostra disciplina meditativa porta ad una totale trasformazione della nostra visione della realtà e modifica di conseguenza il nostro comportamento da ego centrato a centrato sugli altri.

Di tutti i Vangeli, il Vangelo di Tommaso è quello che si concentra su questa trasformazione. Originariamente fu considerato un vangelo ‘gnostico’, poiché era contenuto nella giara di Nag Hammadi – trovata nel 1945 in Egitto – insieme ad altri noti scritti ‘gnostici. Era infatti legato insieme al Vangelo di Filippo che è ancora considerato ‘gnostico’.

Per questa ragione i cristiani ortodossi respinsero con fermezza il Vangelo di Tommaso in quanto ‘eretico’, ma gli studiosi oggi ritengono che esso sia più ‘apostolico’ di quanto non credessero inizialmente. Elaine Pagels, alla quale sono debitrice per la maggior parte delle informazioni storiche qui riferite, non considera più ‘gnostico’ il Vangelo di Tommaso, come ha spiegato nel suo libro Beyond Belief, e allo stesso modo anche l’ex arcivescovo di Canterbury Rowan Williams.

Il Vangelo di Tommaso raccoglie i detti di Gesù che facevano parte della tradizione orale corrente all’epoca. Alcuni studiosi ritengono quindi che non ci fu un autore (o autori), ma un raccoglitore e compilatore dei detti più importanti. Metà di questi detti sono presenti anche nei vangeli di Marco, Matteo e Luca. Non fornisce dettagli sulla vita di Gesù, né menziona la sua crocifissione e la sua resurrezione. Non dice nulla sulla natura di Dio. Per questo motivo si avvicina molto all’insegnamento del Buddha, che si è concentrato anche lui su quello che si dovrebbe fare piuttosto che quello a cui si dovrebbe credere.

 Il fulcro del Vangelo di Tommaso è puramente su ciò che è necessario per diventare completi e consapevoli che ‘il regno di Dio è dentro di noi’ e che siamo ‘figli di Dio’. È l’ignoranza di questo fatto e la concentrazione sul piano materiale con i suoi bisogni e desideri che ci nascondono questa verità.

La data in cui questi detti furono effettivamente scritti non è chiara, ma si ritiene che alcuni siano anteriori ai vangeli sinottici. “Anche se non sappiamo dove fu scritto il Vangelo di Tommaso, molti studiosi, nomi conosciuti associati alla Siria, ritengono che sia nato lì” e potrebbe essere stato scritto già nel 50 – 100 d.C. (Beyond Belief, p. 39)

Il Vangelo di Giovanni al suo tempo era considerato ‘gnostico’ e il Vangelo di Tommaso era peraltro più popolare; tuttavia Giovanni è stato incluso e Tommaso escluso dal Canone.

Elaine Pagels cerca di spiegare questo fatto confrontando e giustapponendo i Vangeli di Giovanni e di Tommaso: “Giovanni probabilmente conosceva ciò che insegnava il Vangelo di Tommaso – se non il suo testo reale … ciò che ha colpito gli studiosi che hanno messo a confronto questi Vangeli è quanto siano simili.

Sia Giovanni che Tommaso, ad esempio, a quanto pare presumono che il lettore conosca già la storia basilare che Marco e gli altri raccontano, e ciascuno dei due sostiene di andare oltre quella storia e di rivelare ciò che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli in segreto ……

Giovanni e Tommaso forniscono resoconti simili circa ciò che Gesù ha insegnato in segreto … e identificano Gesù con la luce divina che è venuta all’esistenza “in principio”. Entrambi dicono che questa luce primordiale collega Gesù con l’intero universo. Entrambi lo caratterizzano … come la luce di Dio in forma umana. (“Beyond Belief, p.39 / 40)

La vera differenza è questa: Giovanni suggerisce che Gesù è unico – Dio stesso rivelato in forma umana – il “figlio unigenito” di Dio. Mentre il Vangelo di Tommaso afferma che la luce di Dio risplende non solo in Gesù, ma come scintilla in tutti, poiché siamo tutti fatti ad immagine di Dio.  Il Vangelo di Tommaso ci incoraggia a imparare a ‘conoscere’ Dio intuitivamente, ascoltando attentamente i 114 detti-guida che Gesù dona in questo Vangelo.

Per poter crescere spiritualmente egli ci incoraggia a lasciar andare il nostro attaccamento al piano materiale, e a silenziare così la nostra indaffarata mente razionale. Solo in quel silenzio possiamo ascoltare la ‘quieta piccola voce della calma’ con la nostra intelligenza intuitiva, il nostro cuore, e solo in quel silenzio la grazia può entrare e guidare la nostra trasformazione.

La ragione per cui Tommaso ha perso terreno rispetto a Giovanni è a causa, probabilmente, di questa enfasi sullo sforzo personale, che insieme alla grazia conduce all’esperienza reale di Dio, piuttosto che una enfasi solo sulla fede.

Ma i mistici cristiani nel corso dei secoli hanno percorso la strada indicata da Tommaso e hanno sottolineato che ‘l’immagine di Dio’ è dentro ognuno di noi e ci hanno incoraggiati a diventare consapevoli della sua presenza attraverso la preghiera silenziosa. Il fatto che il Vangelo di Tommaso sia stato escluso dal canone biblico potrebbe ben spiegare perché la meditazione / contemplazione sia diventata il segreto meglio custodito della cristianità.

Kim Nataraja

(Adattato da ‘Journey to the Heart’ – capitolo su ‘Il Vangelo di Tommaso’)