Anno 2 n. 50 Insegnamenti settimanali 22 febbraio 2015

Sforzo contro grazia

Nel Vangelo di Tommaso Gesù ci guida incoraggiandoci a comprendere l’insegnamento delle sue parole,

ma allo stesso tempo ci pone chiaramente sulle spalle la responsabilità della nostra salvezza. E’ interessante notare che trovare il vero significato di queste parole equivale alla lettura attenta e profonda della scrittura, come ha sottolineato Origene, cosa che secondo lui ci porta alla preghiera contemplativa ed è allo stesso tempo da essa sostenuta. Questo impegno profondo ed intuitivo sul testo era inteso come mezzo per arrivare all’incontro con la presenza di Cristo e di conseguenza giungere poi alla vera comprensione del significato spirituale della Scrittura.

La scoperta di chi veramente siamo e la conseguente scoperta della Verità, si basano perciò su una combinazione fra il nostro sforzo, la nostra personale ricerca, la nostra responsabilità personale e la grazia di Gesù e le sue parole. “Gesù ha detto, se vi domandano “da dove venite ? Rispondete loro “veniamo dalla luce, dal luogo in cui la luce è nata da sé, si è stabilita ed è apparsa nella sua immagine.” Se vi dicono”siete voi ?” rispondete, noi siamo i suoi figli e noi siamo i prescelti del padre vivente.”

In questo Vangelo, Gesù indica quindi, in modo molto esplicito, la nostra origine divina. Di nuovo l’enfasi è sulla presenza di Dio, sul Regno che é in noi e fra di noi in ogni momento: “Gesù ha detto, se i vostri capi vi dicono”Guardate, il regno è nei cieli” allora gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi dicono “è nel mare allora i pesci vi precederanno. Ma piuttosto, il regno è dentro e fuori di voi”.

Questa enfasi sul fatto che ognuno di noi ha in se stesso una scintilla del divino era una convinzione di molti padri della chiesa come Clemente di Alessandria e Origene; nei primi secoli della chiesa questa era considerata una dottrina apostolica. John Main è totalmente erede di questa tradizione. Si rammaricava che l’uomo e la donna di oggi “hanno perso il sostegno di una fede comune nella loro fondamentale bontà, ragionevolezza e integrità interiore”, e incoraggiava la consapevolezza “del  potenziale dello spirito umano piuttosto che le limitazioni della vita umana”.

Ma questo era anche un principio fondamentale degli Gnostici. Questa potrebbe essere stata proprio la ragione per cui questo punto di vista è stato successivamente discreditato e soppiantato dalla interpretazione “ortodossa” che sosteneva che noi siamo effettivamente fatti ad “immagine” di Dio, ma che nella “caduta” questa “immagine” è stata completamente distrutta. Possiamo essere salvati solo attraverso la grazia di Cristo. Da soli non potremmo fare nulla, e questo è l’opposto del messaggio del “Vangelo di Tommaso “. E’ facile capire come questa enfasi sullo sforzo personale e sulla profonda comprensione intuitiva, piuttosto che la pura fede nella dottrina accettata, pone il Vangelo di Tommaso al di fuori del canone della scrittura ortodossa del IV secolo.

John Main , nel suo insegnamento, ha riaccostato l’importanza della fede e della comprensione intuitiva, entrambe preghiera comune e preghiera pura e silenziosa. Solo attraverso la fede nella nostra origine divina e nell’unione con il divino possiamo meditare fedelmente e in piena fiducia.

Kim Nataraja