Insegnamenti settimanali 21 aprile 2019

Lavora e prega

Lavorare e pregare era il modo in cui i Padri e le Madri del Deserto raccomandavano di arrivare alla preghiera continua: “Prega incessantemente chi unisce la preghiera alle opere necessarie e le opere necessarie alla preghiera. Solo in questo modo possiamo riuscire ad adempiere il comandamento di pregare sempre. Tutto sta a considerare l’intera esistenza cristiana come un’unica grande preghiera. Ciò che siamo abituati a chiamare preghiera è solo una parte di tutto questo.” (Origene -” Sulla preghiera”)

È importante ricordare che, sia nel deserto egiziano che nei monasteri, i monaci erano totalmente autosufficienti; i monaci e le monache coltivavano il proprio cibo, si occupavano della casa, della salute e del benessere dei fratelli e delle sorelle e della comunità laica che li circondava. Anche i Padri e le Madri del deserto lavoravano per vivere; fabbricavano corde, stuoie e cesti intrecciati, producevano sandali, che poi vendevano al mercato per acquistare quanto necessario per vivere. Alcuni lavoravano nei campi come braccianti a giornata nella fertile valle del Nilo o partecipavano alla tessitura del lino. Anche gli ospiti venivano messi al lavoro dopo un periodo di grazia di una settimana. Essi disapprovavano coloro  che usavano la preghiera come scusa per non lavorare: “Alcuni monaci vennero a trovare Abba Lucio e gli dissero: ‘Noi non lavoriamo con le mani; obbediamo al comando di Paolo e preghiamo incessantemente ‘. L’anziano disse: ‘Non mangiate e dormite?’ Dissero: ‘Sì, certo’. Egli disse: ‘Chi prega per voi mentre dormite? Scusatemi, fratelli, ma voi non praticate ciò che dichiarate di fare. Vi dico come io prego senza interruzione, anche se lavoro con le mani. Con l’aiuto di Dio, raccolgo foglie di palma, mi siedo e le intreccio, dicendo: ‘Abbi pietà di me, o Dio, per la tua grande bontà; nella tua grande misericordia cancella le mie offese.’ Disse loro: ‘Questa é preghiera o no?’Dissero: ‘Sì, certo’. E continuò: ‘Dopo aver lavorato  e pregato nel mio cuore tutto il giorno, ho guadagnato circa sedici soldi.  Due di questi li metto fuori dalla porta e con il resto compro il cibo. E chi trova le due monete fuori dalla porta prega per me mentre io mangio e dormo. E così con l’aiuto di Dio prego senza interruzione’.

Ognuno di noi nel mondo d’oggi può combinare lavoro e preghiera attraverso la meditazione, che porta a una preghiera incessante: “Di solito iniziamo col dire il mantra … ma facendo progressi … ci rendiamo conto  che facciamo meno fatica a dirlo per tutto il tempo della meditazione. Allora sembra che non lo stiamo tanto pronunciando nella mente quanto facendolo risuonare nel cuore … È in questo momento che la nostra meditazione sta davvero iniziando … invece di dire o far risuonare il mantra, iniziamo ad ascoltarlo, avvolti da un’attenzione sempre più profonda. (John Main ‘Dalla parola al silenzio’)

Da quel momento, diventiamo consapevoli del suono del mantra nel nostro essere, anche al di fuori del tempo di meditazione, indipendentemente da ciò che stiamo facendo. Quando all’improvviso tutto diventa tranquillo, sentiamo il suono del mantra nel nostro essere; quando ci svegliamo di notte, è lì. È la nostra àncora nel mezzo delle tempeste della vita.

Kim Nataraja