Anno 1 n. 52 Insegnamenti settimanali 2 Marzo 2014

 Perché i Gruppi di meditazione sono oggi così importanti ?

In ogni progetto vitale abbiamo di solito bisogno di una squadra che ci sostenga con i vari talenti di ogni suo singolo membro;

 così , nell’impegno della contemplazione , abbiamo bisogno di una comunità che aiuti ad iniziare e a perseverare . La meditazione , come sapeva John Main , crea comunità perché ci rivela come noi tutti siamo collegati e cresciamo in modo interdipendente. Il gruppo di meditazione chiarisce questa verità . Non c’è niente di nuovo per quanto riguarda dei  cristiani che si riuniscono per pregare . E’ un fatto che si rinnova e non tramonta mai. Si diceva della piccola chiesa di Gerusalemme, formatasi dopo la morte e la risurrezione di Gesù, che “ l’intero gruppo di credenti era unito , in anima e corpo ;  erano uniti nella preghiera continua “ ..

Possiamo vedere lo stesso nei gruppi di meditazione di oggi . Negli ultimi decenni c’è stata una trasformazione spirituale del panorama religioso , una rivoluzione silente , una rivoluzione in silenzio .  E’ stata guidata non da pochi monaci , ma da uomini e donne comuni che vivono nel mondo , che sbarcano  il lunario, famiglie che lavorano e tirano su i figli. Non e’ stata una scoperta accademica . La pratica della meditazione nella vita di tante persone ha risvegliato la consapevolezza che la dimensione contemplativa della preghiera è aperta a ciascuno di noi ed è necessaria per tutti noi , tutti possono accedervi, religiosi e non religiosi. E ‘ un privilegio della grazia donata a tutti dallo Spirito. Ma come per tutti i doni dello Spirito , anche noi dobbiamo fare la nostra parte . La contemplazione è un dono e come tutti i doni deve essere accettato . Se vogliamo vivere la nostra vocazione individuale nella vita quotidiana con profondità e significato , dobbiamo ricevere attivamente il dono del nostro potenziale per la contemplazione , curandocene con umile devozione e fedeltà quotidiana .

Non è una novità che il cristianesimo sia in una fase di transizione turbolenta, da una mentalità  medievale ad una  moderna . Se dessimo ascolto solo ai media e ai sociologi potremmo anche concludere che il cristianesimo sia giunto al declino finale . Certo, le sue strutture e gli atteggiamenti stanno attraversando un iter di morte , ma all’interno della visione cristiana della morte c’è una sicura speranza di risurrezione . Il gruppo di meditazione cristiana è uno di quei segni positivi e di speranza di vita rinnovata , un segno autorevolmente silenzioso , che lo spirito prevale sul caos e sul crollo e porta ad nuovo ordine e ad una nuova armonia.

La meditazione è una pratica universale che conduce oltre le parole , le immagini e i pensieri verso il vuoto ricolmo di fede e di presenza, di povertà di spirito , che noi chiamiamo il silenzio di Dio . Ciò che è particolarmente cristiano è il sapere lucidamente che la fede ci porta direttamente nella preghiera di Gesù stesso . Questo significa che ci conduce ad una scoperta della sua presenza in noi (“Cristo in voi”) che trasforma . Quando condividiamo la consapevolezza umana di Gesù, che è allo stesso tempo aperta a ciascuno di noi e a Dio , cominciamo ad essere davvero più aperti l’uno all’altro . Siamo in grado di creare e sperimentare quell’unione che si sviluppa fra le persone che chiamiamo comunità . Quando appaiono i frutti dello spirito – amore, gioia , pace, pazienza , benevolenza, bontà , fedeltà, mitezza, dominio di sé – allora sorge anche la grazia di riconoscere Gesù nel più profondo di noi stessi  e vicendevolmente l’uno nell’ altro.

Laurence Freeman OSB

Estratto da: “La perla di grande valore”