Anno 3 n. 46 Insegnamenti settimanali 17 gennaio 2016

 La Natura del Divino

I primi Padri cristiani hanno sottolineato che non possiamo conoscere Dio con la nostra mente razionale.

Nessuna immagine, concetto o nome può rendergli giustizia. Addirittura, consideravano blasfemo voler associare un nome a Dio, perché questo avrebbe messo un limite all’illimitato o un nome all’innominabile.

Possiamo, però, fare esperienza della Presenza Divina, perché abbiamo qualcosa in comune con essa, come abbiamo già spiegato. Possiamo conoscere Dio intuitivamente, attraverso il nostro ‘nous’, il punto più elevato della nostra anima, che è anche il nostro organo di preghiera. Possiamo vedere con chiarezza quanto la teologia di John Main sia in linea con questo concetto dei primi cristiani e capire ancora più chiaramente quanto sottolinei l’importanza di lasciare andare pensieri e immagini per poter entrare nel silenzio di Dio. È interessante notare come Clemente di Alessandria abbia affrontato l’impossibilità di conoscere Dio attraverso immagini e pensieri. Il vescovo Kallistos Ware spiega in un capitolo del suo “Journey to the Heart”:

“Nella sua teologia mistica, l’idea dominante di Clemente, la sua scena dominante, è il mistero divino. È un teologo apofatico, il primo grande pensatore cristiano ad usare la teologia negativa… Apofatico è sostanzialmente una parola altisonante per dire negativo e catafatico è una parola altisonante per dire affermativo. E per illustrare il significato di apofatico e catafatico, ecco qui degli esempi tratti da avvisi pubblici.

Ecco un segnale catafatico: vedete la barra di un passaggio a livello, un palo con attaccata una scatola e infine una campana elettrica nella scatola, e un avviso che dice:

          Pericolo! Fermati, guarda e ascolta. Quando la campana suona, non attraversare i binari. Se la campana non suona, fermati lo stesso, guarda e ascolta, in  caso che la campana sia rotta.

Quindi in un approccio catafatico viene espressa e presa in considerazione ogni possibilità.

 Ecco un avviso apofatico dall’Australia:

         Questa strada non porta né a Townsville né a Cairns.

Questo è esattamente il metodo usato dai teologi mistici apofatici. Non dicono cosa è Dio  perché Dio è mistero oltre la nostra comprensione. Dicono solo quello che non è.”

Se si porta avanti logicamente questo approccio e si sottraggono tutte le possibili qualità dall’idea di Dio, si può concludere: “Non ci rimane che la nozione di puro essere e questo è quanto più vicino si può arrivare a Dio… Dio non è nello spazio, ma al di sopra sia dello spazio che del tempo che di ogni nome e di ogni pensiero. Dio è senza limiti, senza forma, senza nome”. (Clemente)

Brano estratto da ‘Journey to the Heart – Christian Contemplation through the centuries – an Illustrated Guide’, a cura di Kim Nataraja