Anno 4 n. 48 Insegnamenti settimanali 12 marzo 2017

Sentimenti e meditazione

Sebbene vi abbia promesso di approfondire il tema dei demoni che giocano un ruolo nei nostri pensieri e nelle nostre azioni a livello inconscio, penso sia opportuno spendere un po’ più tempo con i nostri sentimenti.

In realtà, di rado prendiamo atto dei nostri sentimenti fino a quando non ci travolgono e ne rimaniamo sommersi; fin da giovani, impariamo ad ignorare e a sopprimere la nostra irritazione, rabbia e tristezza. Purtroppo, immagazziniamo tutti questi sentimenti nel nostro corpo dove vengono confinati in un’area dal nostro sistema energetico, in modo da non ostacolare le nostre possibilità percepite di sopravvivenza, l’essere amato, accettato e al sicuro. Ma questa continua soppressione richiede una quantità enorme di energia, che provoca tensione e ostacola il flusso di energia e, in alcuni casi, può sfociare in una manifestazione di sintomi fisici.

Una volta che siamo riusciti a quietare la nostra mente con l’aiuto del nostro mantra, gustiamo il silenzio, ma dopo un po’ di tempo questo silenzio viene disturbato da altri pensieri, questa volta non più di natura superficiale, ma più profonda e più fondamentale.  Abbiamo raggiunto il livello dei sentimenti e dei ricordi sepolti. John Main li chiama “il livello oscuro della coscienza formate da paure ed ansietà represse” e Laurence Freeman “le distrazioni psicologiche” e vede l’ego come “travestito con costumi più drammatici dei diversi stadi della nostra storia psicologica”. Quando entriamo nella foresta del silenzio della meditazione, incontriamo sia la bella che la bestia: ricordi dimenticati di momenti meravigliosi e di periodi dolorosi. Spesso i sentimenti legati a questo materiale represso emergono in superficie: la gioia trabocca, regna la pace, le lacrime sgorgano inaspettatamente e i sentimenti di rabbia e di irritazione escono allo scoperto.

Queste sono le lacrime che non abbiamo pianto quando siamo stati feriti, questa è la rabbia e il risentimento che a volte abbiamo provato quando non è stato il momento opportuno per esprimerli. Permettere che esse prendano consapevolezza ci guarisce, è rigenerante. Tutte queste energie ed emozioni represse vengono liberate e non causano più quei blocchi nel nostro essere emozionale ed energetico. Sono rimasti dentro il nostro essere per anni come delle emozioni congelate, dei blocchi di ghiaccio; tutto quello che possiamo fare è innalzarle verso la Luce e la Misericordia del Divino e esse di scioglieranno. Spesso non sappiamo più quale sia la causa di queste sentimenti, di queste sensazioni, ma non fa nulla; la cosa fondamentale è che siamo riusciti a liberarli. Lasciamo che questi sentimenti escano, non reprimiamoli ancora. Prendiamone coscienza e qualsiasi cosa stiamo facendo, non agiamo come reazione ad essi. Devono essere accettati lucidamente. A volte, potremmo sentire la necessità di capire questi sentimenti, specialmente se sono collegati a degli eventi traumatici. In questo caso, della psicoterapia associata alla meditazione può risultare utile.

Altre volte, è possibile che abbiamo noi delle intuizioni sulle radici del nostro comportamento attuale, che evidenziano le cause dei nostri schemi abituali di comportamento, il nostro condizionamento sociale ed emotivo. Ci rendiamo allora conto di quanto siamo condizionati e di come non siamo liberi, ma in questo modo siamo un passo più vicini dall’allentare le catene che ci legano. La parte più importante di questo processo è riconoscere ed accettare con amore questi ricordi e queste emozioni che abbiamo rifiutato ed imparare da esse. L’elemento chiave per affrontare questi problemi è la fiducia; la fiducia che in ogni passo di questo cammino, siamo accompagnati dal nostro ‘sé’ spirituale, alimentato dallo Spirito Cosmico.

In ebraico, in greco ed in latino, la parola vento significa anche respiro e spirito. Quando durante la meditazione emergono delle forti emozioni, può essere d’aiuto pensare alla Spirito che entra in noi quando inspiriamo e alle nostre paure e dolori che vengono espulsi fuori quando espiriamo. L’energia che è stata necessaria per tenere imbottigliate queste emozioni per così a lungo, viene così liberata.

Ma allo stesso tempo, è importante che evitiamo ogni aggiunta a questo memoria, diventando consapevoli dei nostri sentimenti e delle nostre sensazioni. E’ qui che entra in gioco la mindfulness, come spiega Evagrio. Non sopprimere i tuoi sentimenti. Prendi, invece, realmente consapevolezza di essi, senti le tue emozioni, diventa totalmente consapevole di dove le percepisci nel tuo corpo e quali sensazioni sono ad esse associate.  Ponendo una reale attenzione, creiamo una distanza tra noi stessi e questi particolari sentimenti, così da non esserne travolti e inconsciamente controllati.

Uno dei aspetti più importanti che sottolineano tutti i sentimenti ed i pensieri risiede nel più fondamentale dei bisogni di ogni essere umano – la sopravvivenza. Per sopravvivere abbiamo bisogno di: amore, sicurezza, stima, potere, controllo e piacere. La maggior parte degli psicologi sono concordi su questo, ma possono porre maggiore enfasi su l’uno o l’altro aspetto. Per Evagrio i demoni sono il risultato di un qualsiasi di questi bisogni che non è stato in parte o per nulla soddisfatto.

La prossima settimana incontreremo questi demoni nascosti nei nostri pensieri e nelle nostre azioni.

 

Kim Nataraja