Insegnamenti settimanali 13 agosto 2017 – Anno 5 n. 18

San Paolo e Origene sui sensi spirituali

Abbiamo visto come l’esperienza visionaria di San Paolo ha influenzato di più Origene e altri primi insegnanti cristiani. Le esperienze mistiche di Origene erano legate alla sua dettagliata lectio divina della Scrittura, in cui incontrò il Cristo risorto. Nel suo commento al Canto dei Cantici, che è stato visto da lui come il libro che descrive la contemplazione mistica, Origene sviluppa una dottrina dei sensi spirituali, senza dubbio basata sulle proprie esperienze ma forse anche ispirata dalla preghiera di San Paolo: “ prego affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo (in lui)…” (Ef 1:17-19).

Il Vescovo Kallistos Ware cita, nel suo capitolo su Origene in “Journey to the Heart”,  Origene stesso che sostiene: “Oltre ai nostri sensi corporei, esistono negli esseri umani altri cinque sensi” e spiega che “egli [Origene] parla di una sensualità che non ha nulla dei sensi in sé; si tratta di una facoltà del sentire più elevata, una percezione del senso divino. L’anima ha i suoi occhi, le sue orecchie e il suo senso del gusto, dell’odore e del tatto. E questi sensi spirituali devono essere sviluppati nella nostra vita interiore “.

Poiché ho spesso citato Origene e sottolineato la sua importanza per i padri e le madri del deserto suoi seguaci, potresti voler conoscere un po’ più di lui. Origene è nato nel 186 d.C. ad Alessandria, altamente istruito sia in greco, in ebraico che nella  saggezza cristiana. Alla giovane età di 17 anni il vescovo Demetrio di Alessandria lo nominò come capo della prima scuola di Catechismo Cristiano, come successore di Clemente. Era uno studioso dalle grandi doti, maestro di talento e fu il primo a presentare nei suoi Primi Principi una teoria cristiana sistematica e profonda del Cosmo in risposta alla teologia e alla cosmologia gnostica. Tutto questo si basava su una lettura allegorica e mistica delle Scritture. Probabilmente è stato scritto in risposta a domande poste da studenti attenti e istruiti presso la Scuola di Catechismo, che cercavano di capire l’insegnamento cristiano sullo sfondo della filosofia platonica, stoica e gnostica. Forse, come Plotino, ha studiato sotto la guida di Ammonius Saccas, il maestro più famoso della filosofia greca in quel periodo. Come Philo e Clemente di Alessandria, prima di lui, ha visto le corrispondenze tra la saggezza dei Greci e quella contenuta nelle Scritture ebraiche e cristiane.

Ad un certo punto, litigò con il vescovo di Alessandria e istituì la sua Accademia, altamente considerata, a Caesarea nel 230 circa. Molti dei grandi vescovi del III secolo erano i suoi ex allievi. Sotto la persecuzione Deciana dei cristiani alla metà del terzo secolo, si rifiutò di rinnegare la propria fede nonostante sia stato torturato per un anno. Dopo la fine della persecuzione, morì per le gravi ferite nel 251 d.C. Tuttavia il suo insegnamento continuava a vivere.

Una delle sue intuizioni centrali, i sensi spirituali interiori sopra menzionati, è ancora oggi rilevante per coloro che sono in cammino spirituale. Origene parla riguardo ad un modo di percepire che è molto diverso da quello fisico. Percepiamo ancora le cose, ma senza l’uso dei comuni organi di senso e non correlate all’ambiente in cui ci troviamo. Vediamo con i nostri occhi chiusi; sentiamo nel silenzio. Inoltre, quando diventiamo più intimamente consapevoli del Divino dentro c’è anche un diverso senso di degustazione, di olfatto e di tatto. Come ha detto Gesù nel Vangelo di Tommaso: “Ti darò ciò che nessun occhio ha visto, ciò che nessun orecchio ha sentito, ciò che nessuna mano ha toccato, ciò che non è sorto nel cuore umano”.

Meister Eckhart, come Origene e Sant’Agostino, parla di questo sapere intuitivo come “l’occhio del cuore” e sottolinea che è il modo “con il quale Dio può essere visto”. Parla di “conoscenza puramente spirituale; lì l’anima è abbandonata da tutte le cose corporee. Lì sentiamo senza alcun suono e vediamo senza materia … ” . Questa capacità intuitiva di conoscere Dio, il nostro modo di avere un contatto diretto con la realtà divina, è la nostra essenza divina; ma allo stesso tempo è anche l’elemento che ci rende veramente umani. Ci dà la capacità di vedere oltre il mondo creato ordinario e, allo stesso tempo, di apprezzare realmente la creazione come una manifestazione del Divino.

Ma l’ingrediente essenziale per aprire “l’occhio del cuore” e sapere “qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo (in lui)” è “la fede”. In Il cuore della creazione John Main evidenzia l’importanza della fede nella citazione di San Paolo sottolineando: “Perché la nostra vita sia pienamente umana dobbiamo incontrare lo Spirito d’amore dentro di noi … La meditazione è la grande via della fede. Ci sediamo, rimaniamo fermi, diciamo il nostro mantra con crescente fedeltà e affidiamo tutto il nostro sé a Dio… e quindi impariamo a vivere di fede, a vivere dell’amore che la fede rivela e libera”. ( Citato in  Our Hearts Burned Within Us).

Kim Nataraja