Anno 2 n. 51 Insegnamenti settimanali 1 marzo 2015

Dall’ignoranza alla conoscenza

Leggendo in modo contemplativo gli insegnamenti di Gesù nel Vangelo di Tommaso,

come una Lectio Divina, insieme alla meditazione, la preghiera contemplativa, siamo portati a vedere la Realtà quale realmente è, e a fare esperienza del fatto che nella nostra essenza noi siamo già uno con il Divino attraverso la consapevolezza di Cristo che dimora nei nostri cuori. Ma Gesù conosce bene la nostra difficoltà a fare ciò: “Il regno del Padre si estende su tutta la terra, ma le persone non se ne accorgono”. Soprattutto perché abbiamo occultato l’essenza Divina in noi incentrando l’attenzione sul nostro corpo materiale e sui suoi bisogni, cosa che ci rende “ubriachi” e “ciechi”:

“Gesù ha detto, ho preso il mio posto nel mondo, e sono apparso loro in carne ed ossa. Li ho trovati tutti ubriachi, e nessuno di loro assetato. Il mio animo ha sofferto per i figli dell’uomo, perché sono ciechi di cuore e non vedono, poiché sono venuti al mondo vuoti, e cercano anche di andarsene dal mondo vuoti. Ma adesso sono ubriachi. Quando si libereranno dal vino, allora cambieranno condotta.”

Questo Vangelo ci sfida a lasciare perdere i nostri abituali modi di percepire,a ‘cambiare condotta’, a fare esperienza della ‘metanoia’, a cambiare il nostro modo di vedere e di essere. Questo richiede l’umiltà e l’onestà di lasciare andare le false immagini che abbiamo di noi stessi, le maschere del nostro ‘ego’, i nostri ‘abiti’:

I suoi discepoli dissero, “Quando ci apparirai, e quando ti vedremo ?” Gesù rispose, “Quando vi spoglierete senza vergognarvi, vi toglierete i vestiti e li metterete sotto i piedi come bambini e li calpesterete, allora vedrete il figlio di colui che vive e non avrete timore.”

Questo non è molto diverso veramente da quanto detto da Gesù nei Vangeli sinottici: “Chiunque vuole essere mio discepolo deve rinunciare a se stesso” (cioè, alle illusioni del suo ‘ego’). Quando supereremo le restrizioni dell’ego, saremo liberi, non più imprigionati. Tutto quello che dobbiamo fare è risvegliarci e scoprire chi siamo realmente. Questa ricerca è l’aspetto più importante della nostra vita:

Gesù ha detto, “lasciate che coloro che cercano, cerchino fino a che troveranno. Quando troveranno, resteranno turbati. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.”

È fonte di turbamento rendersi conto che la realtà che avevamo accettato come l’unica realtà oggettiva e permanente è al contrario impermanente, soggetta a continui cambiamenti, formata da pensieri, immagini e bisogni del nostro essere materiali. Ma se perseveriamo nella meditazione, possiamo squarciare il velo di queste illusioni e diventare consapevoli della nostra vera natura e della vera natura della realtà. Il risultato sarà allora un reale senso di stupore, ci ‘meraviglieremo’.

Da questi pochi passi del Vangelo di Tommaso, è chiaro come gli insegnamenti di Gesù qui corrispondano a quello di cui abbiamo parlato in precedenza. La conoscenza di sé raggiunta nel silenzio della preghiera contemplativa profonda ci porta alla conoscenza della Realtà Divina che è Amore e di conseguenza alla compassione per gli altri: “C’è luce in una persona di luce, e risplende sul mondo intero.”

Kim Nataraja