Giovedì – Quinta settimana di Quaresima 2019

Giovanni 8, 51-59.

In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte». Gli dissero i Giudei: «Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?».  Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”,  e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò».  Gli dissero allora i Giudei: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

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‘Prima che Abramo fosse, Io sono.’ Presero allora delle pietre per scagliargliele addosso.

Si potrebbe pensare che chiunque all’udire tale affermazione, anche se la persona non gli piacesse, anche se pensasse che fosse matto oppure un genio, gli avrebbe detto: “spiega ciò che hai appena detto, prima che ti uccida lapidandoti.” Tuttavia, in questo come negli altri grandi detti ‘Io Sono’, Gesù rivela un’altra dimensione della realtà così provocatoriamente diversa dal nostro familiare modo di vedere le cose, che le sue stesse parole minacciano l’ordine esistente.

Nei regimi totalitari i poeti e gli artisti sono la maggiore minaccia; coloro che  fanno resistenza ai detentori del potere con mezzi politici o violenti, sono più facilmente repressi. I grandi pensatori, tuttavia, cambiano per primi, non le strutture. La loro visione, conoscenze acquisite direttamente dall’esperienza, aprono nuove dimensioni della realtà per gli altri.  Uno dei più grandi matematici moderni, ad esempio, fu Emmy Noether. Esattamente come Einstein aprì nuovi modi di percepire in algebra e in fisica, trasformando per sempre il modo in cui queste cose sono concepite in questi campi. Le sue idee originali sono penetrate così profondamente nella struttura concettuale di base, che è persino citata di rado. Non ha solo aggiunto parole al vocabolario, ma ha espanso il linguaggio stesso.

Gesù fa questo all’intera visione umana del mondo. Ecco perché è così deprimente quando accade che le sue parole rivoluzionarie, nate dalla sua diretta esperienza del Padre, sono deviate dal loro vero intento e usate per difendere specifiche opinioni morali o schemi religiosi. Non solo i contemplativi sono i veri rivoluzionari, i veri rivoluzionari in ogni campo sono contemplativi per natura e mistici nella loro visione della realtà.

Giustamente era considerato pericoloso per l’ordine predominante, ma lo era anche a un livello assai più profondo di quanto i suoi critici immaginassero. C’è voluta la sua morte per liberarlo dal potere repressivo dei suoi critici e liberare la sua visione (il suo spirito) che continua ad entrare nella consapevolezza umana per cambiare la natura della realtà per noi. Sarebbe stato bello se egli fosse stato riconosciuto e ascoltato dalle autorità. Ma ciò non può avvenire quando l’accettazione di un tale nuovo modo di vedere minaccia non solo l’istituzione, ma tutto ciò su cui si è costruita la propria vita. Nessuno vuole subire una totale trasformazione; ci piace il cambiamento che possiamo  controllare. Così era destino che i suoi contemporanei lo rigettassero con violenza, e se sentiamo che c’era un piano, era anche parte del piano. Anche quelli che lo amavano non lo hanno capito bene.

La nostra pratica spirituale quotidiana e i giorni dei misteri pasquali che si avvicinano, ci facilitano la visione di ciò e la comprensione di cosa Gesù intendesse quando usava la parola ‘Io’; non diceva – come confusamente temevano coloro che volevano lapidarlo o crocifiggerlo – ‘Io sono Dio’. Diceva ‘Dio è, Io Sono. Questo è quello che dico’.