Giovedì dopo le ceneri – Quaresima 2019

Giovedì dopo le ceneri – quaresima 2019

«Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno» Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?»

Luca 9,22-25

Nel vangelo di oggi Gesù ci chiama come aveva chiamato i pescatori presso il mare di Galilea a seguirlo rinunciando a sé. Saggiamente, non ci dice come farlo. Ciascuno di noi deve decidere: i) devo rispondere a questa chiamata? ii) prenderà in qualche modo dimora stabile in me? Come posso ‘perdere la mia vita’ per adempierla? La sua domanda conclusiva mette quindi ogni individuo di ogni generazione sotto il riflettore; iv) che vale guadagnare il mondo intero al costo di rovinare il proprio vero sé? La quaresima è porre un ascolto così attento a queste domande che non dobbiamo dare loro risposta: il potere dell’attenzione stessa fa venir fuori la risposta. Naturalmente vi può essere una risposta leggermente diversa in giorni diversi, ma questo non dipende dal fatto che la verità cambia, ma dal fatto che ogni giorno è diverso e quindi fa emergere la verità in forme diverse.

Vista sotto questa prospettiva, la nostra vita nei prossimi quaranta giorni diviene un pellegrinaggio in una terra santa. Quando mi trovavo in Israele pensavo che minuscolo pezzo di territorio, senza petrolio o risorse naturali, e con tali immense pretese. Possiede il luogo più basso della terra – il Mar Morto. E durante i suoi quaranta giorni nel deserto di Giudea, Cristo fu innalzato in cima al parapetto del tempio per vedere ed essere tentato da tutti i regni della terra. Le tre fedi che cercano di coesistere l’una con l’altra, mentre combattono i loro conflitti interni, hanno storie e miti che tuttora influenzano la politica globale. Qui i dettagli hanno importanza per la vita e la morte. Ogni ciottolo e goccia di acqua reclama significato ed è veramente pieno di significato.

Quando siamo veramente sul posto, rendendo la terra santa perché la tocchiamo qui e ora e non nella nostra immaginazione o attraverso l’ideologia, avviene qualcosa di sorprendente. Vediamo come ogni cosa, per quanto piccola o insignificante, sia connessa a tutto il resto mediante tutte le dimensioni della realtà. Il più piccolo e il più grande si rispettano. Esiste una gerarchia ovviamente – alcune cose richiedono la nostra attenzione più di altre – ma non ci sono giochi di potere, nessuna oppressione dei piccoli e vulnerabili da parte dei grandi e potenti. Questa è una visione contemplativa della realtà e se un numero sufficiente di persone nel mondo potessero condividerla, per un momento allo stesso tempo, il mondo comincerebbe a cambiare senza bisogno della forza.

Durante la quaresima, mentre cerchiamo di creare armonia in noi stessi – l’interiore e l’esteriore, il mentale, l’emotivo e il fisico — dovremmo cercare ogni giorno di osservare il nostro ruolo nelle strutture di potere del mondo, del lavoro, della famiglia e negli spazi pubblici. L’armonia con noi stessi rende possibile l’integrità e la pace della mente; ma la conseguenza è una maggiore integrità nel mondo nel quale viviamo e lavoriamo – politica, affari, istruzione, medicina, scienza della finanza. In tutto ciò udiamo le parole di Isaia che ci ammonisce a non lasciare che la nostra spiritualità divenga auto-centrata e dominata dall’ego. Se si può evitare ciò (cosa difficile nella nostra età di materialismo spirituale e di false idee di integrità) la qualità dell’azione cambia. Non opprimere i tuoi operai e colpire i poveri col tuo pugno; spezza invece ceppi ingiusti e lascia liberi gli oppressi, condividi il tuo pane con gli affamati e dai riparo ai poveri senza-tetto. Costruisci ponti, non muri.

Allora, egli dice, sentirai la guida del Signore che dà sollievo nei luoghi deserti. Ricorda, nella quaresima, ci concentriamo sul microcosmo per meglio comprendere il macrocosmo. Queste cose sono vere e si dimostrano tali nella terra sacra dell’esperienza della nostra vita quotidiana. Se ci prendiamo il tempo, ogni sera dopo la meditazione, di esaminare il corso della giornata, siamo in genere sorpresi dal significato che ne emerge. È infinitamente sorprendente come la rinuncia di sé ci riporta a noi stessi e al nostro posto nella totalità delle cose.

Laurence Freeman